Cattedrale di San Cassiano

San Pietro Crisologo
Nome: Cattedrale di San Cassiano
Titolo: Duomo di Imola
Indirizzo: Piazza del Duomo - Imola


Elevata al rango di basilica minore il 17 dicembre 1981 da papa Giovanni Paolo II, cattedrale di San Cassiano custodisce al suo interno le venerate spoglie di San Cassiano e di San Pier Crisologo. Questo magnifico edificio ha visto tre dei suoi vescovi ascendere al soglio pontificio: papa Alessandro VII (eletto nel 1655), papa Pio VII (nel 1800) e papa Pio IX (nel 1846).

Storia

Nel XII secolo, la cattedrale della diocesi imolese si trovava nel Castrum Sancti Cassiani, un insediamento ad ovest della città. Tuttavia, nel febbraio 1177, Imola attaccò e distrusse Castrum Sancti Cassiani. Dieci anni dopo, il vescovo Enrico raggiunse un accordo con il Comune di Imola e iniziò la costruzione di una nuova cattedrale all'interno delle mura cittadine. Il 24 ottobre 1271, il duomo di Imola fu consacrato, segnando l'inizio di una nuova era per la comunità locale.

Dopo vari interventi nel corso dei secoli, nel 1763, a causa di gravi problemi strutturali, si decise di ristrutturare completamente la cattedrale. L'incarico fu affidato a Cosimo Morelli, il massimo architetto romagnolo dell'epoca. I lavori, suddivisi in due fasi (1765-69 e 1775-81), portarono al rifacimento del coro, del presbiterio con la cupola e della cripta, seguiti dal resto dell'edificio. La rinnovata cattedrale fu consacrata il 28 maggio 1782 da papa Pio VI. La facciata, opera dell'architetto Filippo Antolini, fu completata nel 1850.

Negli ultimi anni dell'Ottocento, in previsione del Giubileo del 1900, furono effettuati lavori di restauro sia all'interno che all'esterno del duomo. La pavimentazione in marmo fu rifatta e furono eseguiti interventi sul campanile. Tra il 1900 e il 1901, sotto la direzione dell'ingegnere Remigio Mirri, venne realizzata una nuova pavimentazione in ciottoli attorno alla cattedrale, con motivi geometrici e percorsi lastricati in trachite. La riapertura solenne avvenne il 12 agosto 1901.

Nel secondo dopoguerra, l'area circostante la cattedrale fu trasformata in un parcheggio. Tuttavia, nel 2010, il vescovo Tommaso Ghirelli decise di ripristinare l'area al suo utilizzo originale. I lavori di restauro del ciottolato, gravemente degradato, furono completati nel 2011 in tempo per la festa di San Cassiano.

In occasione del Giubileo del 2000, su incarico della diocesi, l'architetto Alessandro Bettini progettò e diresse un importante restauro della cattedrale. L'intervento riguardò il rifacimento dei manti di copertura, un nuovo impianto anti-volatili, il restauro della facciata, il rifacimento dell'illuminazione dell'aula e della cripta, il restauro della cappella dell'Immacolata Concezione e la realizzazione della gradinata poligonale in marmo della Cattedra del Vescovo.

L'Interno della Cattedrale

L'interno della cattedrale è suddiviso in tre navate, con cappelle laterali profonde e un presbiterio grandioso. La prima cappella a sinistra contiene il fonte battesimale del XVI secolo, probabilmente opera di maestranze toscane. La seconda cappella presenta una pala raffigurante San Pietro e San Paolo, mentre nella terza cappella si trova un affresco quattrocentesco della Madonna delle Laudi. L'ultima cappella a sinistra ospita un dipinto dell'Assunta attribuito a Jacopo Bertucci.

Sul lato destro, la prima cappella ospita una pala raffigurante la Cena di Emmaus di Ignazio Zotti. La seconda cappella contiene un pregiato Gesù Crocifisso ligneo del XV secolo, dipinto successivamente da Marco Cattani. Nella terza cappella è presente un quadro di Giacomo Zampa raffigurante la Sacra Famiglia con san Giovannino.

Di notevole interesse sono i candelieri sull'altare maggiore, donati da papa Pio IX, e la tela del Martirio di San Cassiano di Pietro Tedeschi. Nella cappella dell'Immacolata Concezione si trova una statua di Filippo Scandellari, mentre nella cappella delle reliquie è esposto un quadro di Angelo Gottarelli.

Nella cripta, si trovano tre urne marmoree contenenti le spoglie di San Cassiano, San Pier Crisologo, San Proietto e San Maurelio. Sotto il pavimento, sono sepolti i vescovi della diocesi e i resti di Girolamo Riario, primo marito di Caterina Sforza.

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