Beato Ippolito Galantini

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Beato Ippolito Galantini
Nome: Beato Ippolito Galantini
Titolo: Laico, fondatore
Nome di battesimo: Ippolito Galantini
Nascita: 14 ottobre 1565, Firenze
Morte: 20 marzo 1619, Firenze
Ricorrenza: 20 marzo
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
19 giugno 1825, Roma, papa Leone XII
Fa parte di:Santi della Toscana


Ippolito Galantini, figlio di un tessitore fiorentino, nacque il 14 ottobre 1565. Da bambino sviluppò un talento incredibile nel memorizzare e ripetere le omelie. Quando compì dodici anni l'arcivescovo Alessandro de' Medici (il futuro papa Leone XI), riorganizzò l'insegnamento della dottrina cristiana nella diocesi, nominando supervisore don jacopo Ansaldi. Don Jacopo riconobbe le potenzialità del ragazzo e prese la decisione, senza antecedenti, di nominarlo capo dell'insegnamento della dottrina cristiana nella chiesa di Santa Lucia sul Prato, nonostante la sua giovane età. Con l'aiuto di altri giovani Ippolito organizzò classi di catechismo per i bambini poveri e non istruiti. Egli avrebbe ricoperto altri incarichi in altre istituzioni laicali, ma questa prima confraternita continuò a svolgere un ruolo vitale nella città di Firenze.

Più tardi tentò di entrare nei cappuccini, ma non venne accettato per la salute malferma. Divenne allora membro dei terziari francescani, che gli permisero di consacrarsi al Signore come desiderava e insieme di seguire la vocazione di catechista. All'età di diciassette anni fu nominato guardiano della Compagnia di Santa Lucia, un'associazione laicale presente in diverse parrocchie, che egli riorganizzò e verso la quale attirò molti nuovi giovani.

La sua figura non passò inosservata e, a causa delle gelosie che alcuni nutrivano, dopo alcuni anni si sentì obbligato a dare le dimissioni. Accettò poi la direzione di un'associazione simile (Congregazione di S. Salvatore) legata alla chiesa francescana di Ognissanti occupandosi non solo dell'istruzione religiosa, ma anche dei bisognosi, specialmente durante la carestia del 1590. Lavorò in seguito per la chiesa di San Domenico in Palazzuolo e per l'oratorio dei Bini, continuando a rimanere legato alla sua confraternita.

Pur senza fondi e istruzione, Ippolito riuscì a fondare un istituto secolare che si occupava dell'insegnamento della dottrina cristiana ai bambini e agli adulti: compose la regola per i suoi associati verso l'anno 1602, ispirando altre persone a imitare il suo esempio. Sebbene fosse generalmente conosciuta come la Compagnia d'Ippolito, o più comunemente come quella dei "Vanchetoni", la sua società venne rinominata, dietro richiesta di papa Clemente VII, Congregazione di S. Francesco per la dottrina cristiana.

Nel 1603 i cittadini di Firenze, riconoscendo i suoi meriti, contribuirono alla costruzione di una cappella per il suo istituto in un luogo accessibile agli appartenenti alle classi sociali più basse, che avrebbero potuto così ottenere dalla confraternita un corso completo nell'educazione cristiana. Per i suoi compagni scrisse gli Esercizi della scuola dello Spirito (pubblicato solo nel 1831).

Morì il 20 marzo 1619, Venerdì Santo, baciando un'immagine di Cristo crocifisso. La sua tomba a Firenze divenne presto meta di pellegrinaggi. È stato beatificato da papa Leone XII nel 1825.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Firenze, beato Ippolito Galantini, che fondò il Sodalizio della Dottrina Cristiana e si adoperò assiduamente per l’istruzione catechistica dei fanciulli e dei semplici.

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