Non si hanno notizie dei suoi genitori, della nascita e della sua giovinezza. Un riferimento in un'omelia suggerisce che abbia studiato a Parigi intorno al 1270. Divenne domenicano a Pisa nel 1280 e fu in seguito mandato a Parigi per completare i suoi studi. Al capitolo provinciale domenicano di Rieti del 1305 venne nominato lettore a Firenze, incarico che mantenne per tre anni, durante i quali la casa di S. Maria Novella si guadagnò un'ottima fama. La cronaca del convento domenicano di Pisa attesta che Giordano aveva imparato a memoria «il Breviario, il Messale, gran parte della Bibbia e delle glosse, la seconda parte della Summa di S. Tommaso d'Aquino e molti altri scritti». Era un professore e un predicatore dotato, si dice che predicasse cinque volte al giorno a Firenze, sia nelle chiese che all'aperto, e che la folla lo seguisse di posto in posto via via che sviluppava un discorso. Molte persone prendevano appunti, parte dei quali si sono conservati.
Le omelie erano semplici, ma efficaci, tanto che pare abbia contribuito a influenzare la morale pubblica fiorentina, sia approfondendo gli aspetti principali della vita e della dottrina cristiana, sia offrendo consigli pratici sulla costanza nella fede. Il suo amico e discepolo B. Silvestro di Valdiseve (9 giu.) a volte si metteva ai piedi del pulpito con del vino per rinfrancare l'esausto Giordano. Molti dei suoi penitenti divennero noti per la loro santità. Giordano fondò diverse confraternite a Pisa, una delle quali mantiene oggi la sua costituzione originale.
Giordano è noto agli storici del linguaggio e della letteratura come uno dei primi a utilizzare l'italiano vernacolare (cioè il dialetto toscano) al posto del latino, con alto livello di competenza e abilità. Nel 1311 fu nominato professore di teologia nel convento di S. Giacomo a Parigi, ma si ammalò lungo il cammino e morì a Piacenza. Il suo culto venne confermato nel 1833.
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