Costantino Fernández Álvarez nacque il 7 febbraio 1907 a La Vecilla de Curueño, nella provincia di León, in Spagna. Fin da bambino sentì una forte attrazione verso la vita religiosa e, a soli dieci anni, entrò nella Scuola Apostolica di Solsona, affidata ai Frati Predicatori. La sua scelta fu incoraggiata anche dall'esempio di uno zio e di un fratello, che avevano già intrapreso la vita religiosa.
Proseguì la propria formazione nell'Ordine dei Predicatori, distinguendosi per l'intelligenza e per il grande amore verso lo studio. Nel 1924 fu trasferito al convento domenicano di Valencia, dove completò gli studi ecclesiastici presso lo Studium Generale della provincia.
Fu ordinato sacerdote il 10 novembre 1929. Dopo l'ordinazione venne inviato a Roma, presso il Pontificio Ateneo Angelicum, dove conseguì il dottorato in Teologia e svolse anche attività di insegnamento. La sua preparazione teologica e le sue capacità intellettuali lo portarono successivamente a dedicarsi alla formazione e allo studio.
Dopo l'esperienza romana, padre Costantino tornò a Valencia, nel convento domenicano della sua provincia. Qui si dedicò al ministero sacerdotale, all'insegnamento della Teologia morale e all'apostolato attraverso la scrittura. La sua vita religiosa univa quindi l'attività pastorale, l'insegnamento e l'approfondimento teologico.
Nell'estate del 1936, poco prima dell'inizio della persecuzione religiosa legata alla Guerra civile spagnola, padre Costantino si trovava nel suo paese natale. Quando la situazione iniziò a peggiorare, volle tuttavia tornare a Valencia e raggiunse nuovamente il convento il 16 luglio.
Pochi giorni dopo, il 19 luglio 1936, la comunità domenicana fu costretta ad abbandonare il convento. Padre Costantino trovò rifugio presso una famiglia amica, ma continuò clandestinamente il proprio ministero sacerdotale, nonostante il grave pericolo.
Verso la metà di agosto fu arrestato mentre si trovava nell'androne di una casa dove si stava recando per celebrare la Santa Messa. Fu quindi condotto nel Carcere Modello di Valencia.
Durante la prigionia cercò di mantenere una vita di preghiera e di raccoglimento. Un sacerdote detenuto insieme a lui, incaricato della biblioteca del carcere, gli procurava dei libri. Il 29 agosto riuscì inoltre a fargli avere un'ostia consacrata, che padre Costantino ricevette con profonda devozione, poche ore prima della sua morte.
Nella notte del 29 agosto 1936, padre Costantino Fernández Álvarez fu prelevato dalla prigione e condotto alla fucilazione. Fu ucciso intorno alle undici di sera, a soli ventinove anni, diventando una delle vittime della persecuzione religiosa che colpì la Chiesa spagnola durante la Guerra civile.
Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire, morto a Valencia durante la persecuzione per aver portato a compimento la sua testimonianza di fede.
Padre Costantino Fernández Álvarez fu proclamato Beato da San Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001, insieme ad altri martiri della persecuzione religiosa avvenuta a Valencia nel 1936. È annoverato nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa in Spagna beatificati in quella occasione.
I suoi resti sono stati deposti nella cripta laterale dell'altare di San Domenico, nella Basilica di San Vincenzo Ferrer a Valencia, dove la sua memoria continua a essere venerata.
La memoria liturgica del Beato Costantino Fernández Álvarez ricorre il 29 agosto, anniversario del suo martirio. La sua breve vita rimane la testimonianza di un giovane religioso domenicano che unì lo studio e l'insegnamento della teologia al ministero sacerdotale e che, nel momento della persecuzione, continuò a esercitare clandestinamente il proprio servizio fino alla morte.
La figura del Beato Costantino Fernández Álvarez ricorda in particolare la testimonianza dei numerosi sacerdoti e religiosi che, durante la violenta persecuzione religiosa del 1936, scelsero di rimanere fedeli alla propria vocazione. Nel suo caso, gli ultimi momenti della vita furono segnati da un gesto particolarmente significativo: la celebrazione spirituale della sua fede attraverso la Comunione ricevuta poche ore prima del martirio.