Il Beato Brunone Giovanni Zembol, al secolo Jan Zembol, nacque il 7 settembre 1905 a Łętownia, nei pressi di Jordanów, in Polonia. Fu religioso dell'Ordine dei Frati Minori e morì nel campo di concentramento di Dachau il 21 agosto 1942, vittima della persecuzione nazista.
Jan Zembol nacque in una famiglia di agricoltori. Dopo aver frequentato la scuola elementare nel suo paese, iniziò ad aiutare la famiglia nei lavori agricoli.
Fin da giovane maturò il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Nel 1922, all'età di diciassette anni, entrò tra i Frati Minori presso il convento di Leopoli, allora appartenente alla Polonia.
Con l'ingresso nella vita religiosa lasciò il nome di battesimo Jan e assunse il nome di Brunon, conosciuto in italiano come Brunone.
Dopo il periodo di formazione e di noviziato, Brunone iniziò a svolgere diversi servizi all'interno delle comunità francescane.
Nel corso degli anni visse in vari conventi della provincia religiosa, tra cui quelli di Przemyśl, Włocławek, Cracovia e Leopoli.
Il 22 ottobre 1928 emise la professione religiosa temporanea. Il 6 marzo 1932 pronunciò invece i voti solenni, legandosi definitivamente all'Ordine dei Frati Minori.
Brunone non fu sacerdote, ma fratello religioso. All'interno delle comunità svolse diversi incarichi pratici e di servizio.
Lavorò come cuoco, sacrestano, organista e giardiniere. Dal 1933 visse per alcuni anni nel convento di Sądowa Wisznia, nei pressi di Leopoli, dove svolse contemporaneamente diversi di questi incarichi.
Nel 1937 fu trasferito nel convento francescano di Chełm.
Nel settembre del 1939, con l'invasione della Polonia e l'inizio della Seconda guerra mondiale, anche la vita della comunità francescana di Chełm cambiò radicalmente.
Brunone si impegnò nell'assistenza alle persone colpite dalla guerra, aiutando i profughi e prestando servizio a favore dei feriti e dei malati.
Poco dopo l'arrivo delle autorità tedesche nella zona, i religiosi del convento furono presi di mira.
Il 19 novembre 1939 Brunone Zembol fu arrestato insieme ad altri religiosi. Venne preso come ostaggio e condotto a Lublino, dove fu rinchiuso nella prigione ricavata nel castello della città.
Rimase detenuto per diversi mesi, condividendo la prigionia con altri sacerdoti e religiosi polacchi.
Il 20 giugno 1940 Brunone fu deportato nel campo di concentramento di Sachsenhausen.
Nel dicembre dello stesso anno venne trasferito nel campo di concentramento di Dachau, in Germania, dove erano rinchiusi numerosi sacerdoti e religiosi provenienti dai territori occupati.
Nel campo Brunone dovette affrontare condizioni di vita estremamente dure, segnate dalla fame, dal lavoro forzato, dalle malattie e dai maltrattamenti.
Nonostante la sofferenza e la progressiva perdita delle forze, continuò a distinguersi per la sua pazienza e bontà. I compagni di prigionia lo ricordavano per la disponibilità verso gli altri e per il modo con cui affrontava la sofferenza.
Per la sua inesauribile carità venne soprannominato dai compagni «angelo di pazienza e di bontà».
Nel corso del 1942 le condizioni di Brunone peggiorarono rapidamente. La fame, il lavoro e le privazioni subite durante la prigionia lo ridussero a uno stato di estrema debolezza.
Nonostante la malattia e l'esaurimento fisico, continuò a sopportare la prigionia con serenità e fede.
Il 21 agosto 1942, completamente stremato dalle sofferenze subite durante la detenzione, Brunone Giovanni Zembol morì nel campo di concentramento di Dachau.
Aveva 36 anni. La sua morte fu considerata dalla Chiesa una conseguenza della persecuzione subita a causa della sua appartenenza religiosa e della fede cristiana.
Brunone Giovanni Zembol fu incluso nel gruppo dei 108 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale.
Il 13 giugno 1999, durante una celebrazione a Varsavia, Papa Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri 107 martiri polacchi.
Il Beato Brunone Giovanni Zembol è venerato dalla Chiesa cattolica come religioso francescano e martire.