Il Beato Alfonso Sebastiá Viñals fu un sacerdote diocesano spagnolo e martire della persecuzione religiosa durante la Guerra civile spagnola. Nacque a Valencia il 27 maggio 1910, in una famiglia umile: suo padre era un lavoratore a giornata e Alfonso era il più giovane di undici fratelli. Fin da ragazzo manifestò la vocazione sacerdotale.
Nel 1920 entrò nel Seminario di Orihuela, dove iniziò la formazione ecclesiastica, completando successivamente gli studi a Valencia presso il Collegio di San Tommaso. Fu ordinato sacerdote nel 1933 e destinato alla parrocchia di Ludiente, nella provincia di Castellón.
Durante il suo ministero si distinse per l'interesse verso la formazione sociale dei lavoratori e per l'impegno apostolico. La sua preparazione e le sue qualità pastorali attirarono l'attenzione di Ángel Herrera Oria, importante esponente dell'apostolato cattolico spagnolo, che ne sostenne il trasferimento a Valencia.
Nell'ottobre 1935 Alfonso fu destinato a Valencia come direttore della Scuola di Formazione Sociale, istituzione impegnata nella formazione cristiana e sociale. In questo ambiente sviluppò ulteriormente il proprio interesse per la questione operaia e per l'educazione dei laici.
Era inoltre legato alla Associazione Cattolica dei Propagandisti e fu vicino al Beato Luis Campos Górriz. Le fonti ricordano il suo desiderio di portare la dottrina sociale cristiana nel mondo del lavoro e di formare giovani capaci di impegnarsi nella società alla luce della fede.
Con lo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936, la persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici cattolici si intensificò nella zona di Valencia. Alfonso fu arrestato il 20 agosto 1936 e sottoposto a detenzione nei giorni successivi.
Nonostante il pericolo e la situazione drammatica, rimase fedele alla propria vocazione sacerdotale. Il suo nome sarebbe stato inserito nel gruppo dei numerosi sacerdoti e laici cattolici uccisi durante la persecuzione religiosa nella diocesi di Valencia.
Il 1° settembre 1936 Alfonso Sebastiá Viñals fu condotto al picadero di Paterna, località nei pressi di Valencia, e venne fucilato. Aveva appena 26 anni.
Il Martirologio Romano lo ricorda come sacerdote e martire, precisando che a Paterna, durante la persecuzione contro la fede, mentre era alla guida della Scuola di Formazione Sociale di Valencia, ricevette la corona del martirio.
Il martirio di Alfonso fu riconosciuto dalla Chiesa nell'ambito della causa dei 233 martiri della persecuzione religiosa a Valencia. L'11 marzo 2001, San Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme agli altri martiri del gruppo.
La memoria liturgica del Beato Alfonso Sebastiá Viñals ricorre il 1° settembre, anniversario del suo martirio. Nella celebrazione comune dei 233 martiri valenciani la sua memoria è inoltre collegata al 22 settembre.
Il Beato Alfonso Sebastiá Viñals è ricordato non soltanto per il martirio, ma anche per il suo impegno nella formazione sociale e nell'apostolato tra i lavoratori. In pochi anni di sacerdozio cercò di unire la preparazione culturale, la sensibilità verso i problemi sociali e la missione evangelizzatrice della Chiesa.
La sua breve esistenza, conclusasi nel 1936 a Paterna, è così ricordata come una testimonianza di fede, impegno sociale e fedeltà al ministero sacerdotale, culminata nel sacrificio della vita durante la persecuzione religiosa spagnola.