Sant'Emanuele Ruiz

Sant'Emanuele Ruiz
Nome: Sant'Emanuele Ruiz
Titolo: Martire Francescano di Damasco
Ricorrenza: 10 luglio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
10 ottobre 1926, Roma, Papa Pio XI
Canonizzazione:
20 ottobre 2024, Piazza San Pietro, Roma, Papa Francesco


Dopo la guerra di Crimea, al governo turco fu chiesto di trattare la questione cristiana più lealmente. Nel 1856, il sultano emise un decreto che dichiarava che tutti gli abitanti dell'impero turco dovevano essere trattati allo stesso modo in merito alla tassazione e all'impiego negli uffici pubblici. Questa decisione causò risentimento tra molti musulmani e fu una delle cause del terribile massacro di cristiani che avvenne in Siria quattro anni dopo.

In particolare, i drusi, un'antica setta musulmana siriana, si opposero all'espandersi del cristianesimo in zone tradizionalmente islamiche. Nella primavera del 1860, una serie di piccoli incidenti e attacchi da entrambe le parti portò al conflitto aperto. I cristiani, disarmati e incapaci di difendersi adeguatamente, videro i loro villaggi saccheggiati e migliaia di fedeli uccisi. Le autorità turche sembrarono disposte a lasciar che la situazione degenerasse. A Zahleh furono uccisi cinque sacerdoti gesuiti, e a Der al-Kamar l’abate del monastero cristiano maronita e i suoi venti monaci.

Il 9 luglio, i disordini raggiunsero Damasco, dove ebbe inizio il massacro della numerosa popolazione cristiana. Il governatore della città non intervenne per fermare gli eccidi, i saccheggi e gli incendi. Tuttavia, un emiro algerino, Abd el Khader, offrì rifugio a diverse centinaia di cristiani, siriani ed europei, che aveva salvato nei dintorni della città. Rischiò la vita rifiutando la richiesta della folla di consegnarli.

Una stima moderna indica che morirono quasi quattordicimila cristiani in tutta la Siria, di cui duemila a Damasco. Questo massacro causò una protesta internazionale e centinaia di persone coinvolte negli attacchi furono giustiziate.

Undici dei cristiani uccisi furono beatificati nel 1926: otto frati minori francescani e tre laici maroniti. Sette frati erano spagnoli:

  • Emmanuel Ruiz, il guardiano, nato nel 1804, quando la folla irruppe nella sua casa la notte del 9 luglio, corse in chiesa per prendere il SS. Sacramento e, quando gli fu ordinato di aderire all'islam sotto minaccia di morte, replicò: «Sono cristiano e morirò da cristiano», venendo immediatamente assassinato all'altare.
  • Gli altri spagnoli erano: Carmelo Volta, Nicanorc Ascanio, Pietro Soler, Nicola Alberga, Francesco Pinazo e Giovanni Giacomo Fernández, questi ultimi entrambi fratelli laici.

L'ottavo frate, Engelberto Kolland, era austriaco. Riuscì quasi a scappare travestendosi da donna siriana, ma i suoi sandali francescani lo tradirono. Rifiutò di apostatare e fu assassinato.

Anche se la maggior parte dei laici che si rifugiava nel convento fu risparmiata o riuscì a fuggire, tre fratelli vennero assassinati: Francesco, Abdel-el-Mooti e Raffaele Massabki. Essi non furono inclusi nella causa di beatificazione iniziata nel 1885 fino al 1926, ma un incartamento completo del loro caso fu conservato dal vescovo maronita di Damasco, permettendo alla loro causa di essere completata in meno di sei mesi.

Il processo di beatificazione di padre Emanuele Ruiz e compagni iniziò nel 1885 e si concluse con la beatificazione degli otto francescani e dei tre fratelli Massabki il 10 ottobre 1926, con l’approvazione di papa Pio XI. Nel 2022, i maroniti richiesero la canonizzazione degli undici martiri, proposta appoggiata anche dai superiori francescani. Papa Francesco autorizzò l'iter speciale per la canonizzazione, ufficializzata il 20 ottobre 2024 a Roma, riconoscendo il loro messaggio di dialogo e pace, in vista dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Damasco in Siria, passione dei beati martiri Emanuele Ruíz, sacerdote, e compagni21, sette dell’Ordine dei Frati Minori e tre fratelli fedeli della Chiesa Maronita, che, con l’inganno consegnati ai nemici da un traditore, furono sottoposti per la fede a varie torture e conclusero il loro martirio con una morte gloriosa.

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