La Beata Tarcisia (Olga) Mackiv nacque il 23 marzo 1919 a Chodoriv, nell'attuale Ucraina, in una famiglia appartenente alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Battezzata con il nome di Olga, crebbe in un ambiente profondamente cristiano, maturando fin da giovane il desiderio di consacrare la propria vita a Dio.
Entrò nella Congregazione delle Suore Serve di Maria Immacolata, dove emise la professione religiosa assumendo il nome di suor Tarcisia. Si dedicò con entusiasmo alla formazione dei giovani, all'insegnamento del catechismo e al servizio della comunità, distinguendosi per la sua semplicità, la sua bontà e la profonda vita di preghiera.
Durante la Seconda guerra mondiale, l'Ucraina fu teatro di violenze e persecuzioni. Nonostante il clima di grande tensione, suor Tarcisia continuò il proprio apostolato, offrendo conforto spirituale ai fedeli e assistenza a chi soffriva, senza lasciarsi intimidire dai pericoli.
Il 18 luglio 1944, mentre si trovava nel monastero di Krystynopil (oggi Červonohrad), un soldato dell'Armata Rossa bussò alla porta chiedendo indicazioni. Quando la religiosa aprì, venne colpita a morte da un colpo di arma da fuoco. Morì pronunciando il nome di Gesù e offrendo la propria vita in fedeltà a Cristo.
La Chiesa la riconosce come martire della fede, testimone dell'amore evangelico in un periodo segnato dall'odio e dalla violenza. La sua serenità, il suo spirito di servizio e la sua totale dedizione a Dio continuano a essere un esempio per i consacrati e per tutti i fedeli.
Papa San Giovanni Paolo II la proclamò beata il 27 giugno 2001 durante il suo viaggio apostolico in Ucraina, insieme ad altri martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina.
La memoria liturgica della Beata Tarcisia (Olga) Mackiv si celebra il 18 luglio. La sua vita ricorda che anche il servizio umile e nascosto, vissuto con amore e fedeltà, può diventare una luminosa testimonianza del Vangelo fino al dono della propria vita.