Leocadia Harasymiv nacque nel 1911 a Rudnyky, nella regione di Leopoli, allora parte della Galizia. Le fonti riportano alcune differenze sulla data esatta di nascita, ma concordano sull'anno e sul luogo.
Nel 1931 entrò nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe, appartenente alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Nel 1933 pronunciò la professione religiosa e assunse il nome di Lorenza, conosciuta anche nelle diverse traslitterazioni come Laurentia o Lavrentija.
Dopo la seconda guerra mondiale, la Chiesa greco-cattolica ucraina fu duramente perseguitata dal regime sovietico. Numerosi vescovi, sacerdoti e religiosi furono arrestati, deportati o costretti a interrompere pubblicamente il proprio ministero.
In questo clima di repressione, suor Lorenza continuò a servire clandestinamente i fedeli. Insieme alla consorella Beata Olimpia Bida, contribuì all'assistenza religiosa delle comunità rimaste prive dei sacerdoti, molti dei quali erano stati arrestati e deportati nei campi sovietici.
Nell'aprile del 1950 Lorenza Harasymiv e suor Olimpia Bida furono arrestate mentre accompagnavano un fedele defunto al cimitero. Dopo l'arresto furono sottoposte alla repressione delle autorità sovietiche e deportate in Siberia, nella zona di Kharsk, presso Tomsk.
Prima della deportazione Lorenza aveva contratto la tubercolosi. Le difficili condizioni di vita, la mancanza di cure e le privazioni contribuirono a peggiorare rapidamente il suo stato di salute.
Nel luogo di prigionia Lorenza dovette affrontare condizioni estremamente dure. Nonostante la malattia, continuò a pregare e a vivere con fedeltà la propria vocazione religiosa.
La sua consorella Olimpia Bida, anch'essa deportata, le rimase vicina e cercò di assisterla durante la malattia. Le due religiose condivisero così la stessa sorte di persecuzione e deportazione per la loro fedeltà alla Chiesa greco-cattolica ucraina.
Lorenza Harasymiv morì nel campo di Kharsk, in Siberia, il 26 agosto 1952. Aveva circa quarant'anni. La sua morte fu conseguenza delle sofferenze patite durante la deportazione e dell'assenza di adeguate cure mediche. Il Martirologio Romano la ricorda come religiosa che, nella persecuzione contro la fede, unì alla purezza della sua vita una perseveranza eroica nella fede.
Il martirio di Lorenza Harasymiv fu riconosciuto dalla Chiesa insieme a quello di altri membri della Chiesa greco-cattolica ucraina vittime della persecuzione sovietica.
Il 27 giugno 2001, durante il viaggio apostolico in Ucraina, Papa Giovanni Paolo II la proclamò Beata insieme ad altri ventiquattro martiri ucraini del XX secolo.
La Beata Lorenza (Leocadia) Harasymiv è venerata come religiosa, vergine e martire. La sua memoria ricorre il 26 agosto.