Nel 1222 il B. Giordano di Sassonia (15 feb.) convinse la potente famiglia degli Andalò di Bologna a fondare un piccolo convento per le monache domenicane: la B. Diana degli Andalò (9 giu.), il cui voto di verginità era stato accolto da S. Domenico stesso, vi si stabilì con quattro compagne, tutte principianti nella vita religiosa. Per aiutarle furono trasferite da Roma quattro monache del monastero di S. Sisto; due di queste, Cecilia e Amata, sono sempre associate a Diana, venendo anche sepolte nella sua tomba e beatificate con lei nel 1891.
Di Amata non si sa altro. Cecilia apparteneva alla nobile famiglia romana dei Cesarini; all'età di diciassette anni, quando era nel convento di Trastevere prima del trasferimento a S. Sisto, era stata la prima a rispondere agli sforzi di riforma di S. Domenico e aveva convinto la badessa e le suore a sottostare alla sua regola. Si dice sia stata la prima donna a ricevere l'abito domenicano; quando il monastero di S. Agnese, a Bologna, era agli inizi, si mostrò ben capace di governarlo. Le lettere di Giordano manifestano il timore che le monache fossero troppo austere e ciò potesse nuocere alla loro salute. Nella tarda vecchiaia Cecilia dettò i ricordi che conservava di S. Domenico.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Bologna, beata Cecilia, vergine, che ricevette l’abito monacale da san Domenico, del cui volto e del cui spirito fu testimone fedelissima.
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