La Beata Anna Maria Aranda Riera nacque il 24 gennaio 1888 a Dénia, nella provincia di Alicante, in Spagna, in una famiglia agiata e profondamente cristiana. I genitori, Agustín e Ana, si preoccuparono di offrirle un'educazione accurata e religiosa. Fu battezzata due giorni dopo la nascita nella parrocchia di Nostra Signora dell'Assunzione e ricevette la prima formazione presso il collegio delle Suore Carmelitane della Carità.
Fin dalla giovinezza Anna Maria manifestò una profonda devozione cristiana. Partecipava con particolare assiduità alla vita della parrocchia e aderì alle Figlie di Maria, dedicandosi anche ad attività di apostolato e di servizio. La sua spiritualità era alimentata soprattutto dalla devozione all'Eucaristia e alla Vergine Maria. Partecipava quotidianamente alla Santa Messa e riceveva la Comunione con grande frequenza.
Anna Maria si impegnò concretamente anche nell'aiuto al prossimo. Partecipò alle attività dell'Azione Cattolica e dell'associazione legata alla Società di San Vincenzo de' Paoli. Si dedicò alla catechesi e all'assistenza dei poveri, cercando di mettere la propria fede al servizio delle persone più bisognose. La sua attività caritativa era caratterizzata dalla disponibilità e dall'attenzione verso chi chiedeva aiuto.
Nel 1925, per motivi economici, la famiglia si trasferì da Dénia a Valencia. Anche nella nuova città Anna Maria continuò il suo impegno nella vita ecclesiale e nelle opere di carità. Entrò in contatto con nuove realtà dell'Azione Cattolica e proseguì la sua attività a favore dei poveri e nella formazione cristiana.
Era una donna laica, nubile, profondamente inserita nella vita della Chiesa. La sua fede non rimase quindi confinata alla devozione personale, ma si tradusse in un impegno quotidiano nella catechesi, nella carità e nell'apostolato. Era conosciuta per il suo carattere affabile e per la prontezza con cui aiutava coloro che si rivolgevano a lei.
Negli anni Trenta la situazione politica e religiosa della Spagna divenne sempre più difficile. Le tensioni sociali e politiche sfociarono nella Guerra civile spagnola, iniziata nel 1936, accompagnata in alcune zone da una violenta persecuzione contro la Chiesa cattolica, il clero e numerosi fedeli laici. Anna Maria, che non aveva commesso alcun reato, divenne oggetto di persecuzione a causa della sua fede e della sua pubblica appartenenza alla Chiesa.
Il suo deciso impegno a favore della Chiesa e la sua attività cattolica attirarono l'attenzione dei persecutori. Nel 1936 venne arrestata e condotta nel carcere femminile di Valencia. La detenzione fu per lei un periodo di sofferenza, ma anche un'occasione per continuare a vivere la propria fede. Secondo le testimonianze, affrontò la prigionia con pazienza, umiltà e spirito di preghiera.
Durante la permanenza in carcere Anna Maria si preoccupò anche delle altre prigioniere. Cercava di consolare le compagne di detenzione e pregava quotidianamente insieme a loro il Santo Rosario. La sua fede rimase salda nonostante la paura e l'incertezza sulla sorte che l'attendeva. Per lei la prigionia divenne un'ulteriore occasione per testimoniare la fiducia in Dio e la carità verso il prossimo.
Dopo alcune settimane di detenzione, Anna Maria fu trasferita al Picadero de Paterna, località nei pressi di Valencia utilizzata durante la persecuzione come luogo di esecuzione. Il 14 ottobre 1936, all'età di quarantotto anni, venne fucilata a causa della sua appartenenza alla fede cattolica. Morì senza rinnegare Cristo, offrendo la propria vita durante la persecuzione religiosa. Il Martirologio Romano la ricorda proprio come vergine e martire che, «in tempo di persecuzione contro la fede», versò il sangue per Cristo.
Anna Maria Aranda Riera fu inserita nel gruppo dei 233 martiri della persecuzione religiosa di Valencia, composto da sacerdoti, religiosi e laici uccisi durante la Guerra civile spagnola. La sua vicenda testimonia in particolare la persecuzione subita da numerosi fedeli laici che partecipavano attivamente alla vita della Chiesa attraverso l'Azione Cattolica, le associazioni parrocchiali e le opere di carità.
La causa di beatificazione dei martiri valenciani giunse alla conclusione con la proclamazione ufficiale dei nuovi beati. L'11 marzo 2001, a Roma, Papa Giovanni Paolo II beatificò Anna Maria Aranda Riera insieme agli altri martiri del gruppo. La Chiesa riconobbe così il suo martirio e la sua fedeltà alla fede cristiana fino alla morte.
La Beata Anna Maria Aranda Riera è ricordata come vergine e martire, ma anche come una cristiana laica fortemente impegnata nella vita della Chiesa. La sua esistenza fu caratterizzata dalla partecipazione quotidiana all'Eucaristia, dalla devozione mariana, dalla catechesi e dall'assistenza ai poveri. Durante la persecuzione continuò a pregare e a sostenere le compagne di prigionia, rimanendo fedele alla propria fede fino al martirio.
La sua memoria liturgica è celebrata il 14 ottobre, giorno della sua morte. È venerata tra i martiri della persecuzione religiosa spagnola del 1936 e, in particolare, tra i 233 martiri di Valencia beatificati da Giovanni Paolo II.