Posta su un colle, come a dominare e proteggere la città di Vicenza, la Basilica di Monte Berico fu eretta nel '400, nel luogo in cui la Vergine Maria, durante alcune apparizioni, indicò dopo aver promesso di debellare la peste tra la cittadinanza. Per questo motivo il Santuario è dedicato alla Madonna di Monte Berico, patrona della città.
I portici che conducono al santuario
La Basilica è il risultato dell'unione tra una prima piccola costruzione del 1428 con architettura tardogotica, e la nuova grande basilica portata a termine nel 1703 dalle forme barocche. Per arrivarci a piedi partendo dalla città vi sono due percorsi possibili, o le antiche scale costituite da 192 gradini o i lunghi portici, ben 700 metri composti da 150 arcate distribuite in gruppi da dieci e separate da piccole Cappelle che simboleggiano i 15 misteri e l'Ave Maria del Rosario.
L'ESTERNO
La prima cosa che balza all'occhio appena giunti sul piazzale è lo spettacolare balcone panoramico che offre la vista su tutta la città e le montagne che la incorniciano. La costruzione è caratterizzata poi da una serie di scalinate che portano su tre dei quattro lati.
L'esterno
Le facciate del Santuario della Madonna di Monte Berico, perfettamente simmetriche, sono decorate con numerose statue di Santi e bassorilievi rappresentanti allegorie delle virtù. Tra l'altro è evidente la doppia costruzione accostata che presenta stili architettonici diversi.
Sul portale principale vediamo rappresentata la Vergine che appare a Vincenza Pasini, ai lati sono collocate le statue di san Sebastiano, san Vincenzo, san Rocco e san Filippo Benizi, mentre nella cornice del lunotto campeggiano le statue della Fede e della Speranza. Sul registro superiore invece sono presenti le statue di santi particolarmente venerati a Vicenza e santi della tradizione, tra cui sant'Antonio da Padova e Maria Maddalena.
Sul lato nord ammiriamo partendo dal basso Sant'Andrea, San Pietro, San Paolo e San Matteo, risalendo con lo sguardo troviamo al centro le statue di Profeti e in alto la Temperanza e la Giustizia; mentre spostando lo sguardo verso il lato ovest ecco che rappresentati in basso San Bartolomeo, San Giovanni Evangelista, San Carlo Borromeo e San Marco, al centro alcune Eroine dell'Antico Testamento e in alto Allegorie di Virtù. Insomma, ovunque volgiamo lo sguardo troviamo eleganti statue che incorniciano il perimetro delle facciate.
La cena di San Gregorio Magno
Il piccolo antico chiostro gotico, risalente al 1429, mostra belle arcate ogivali decorate di cornici in terracotta su colonnine di pietra, e tramite esso si accede all'antico refettorio dei frati, che contiene alcune opere d'arte. La più nota è la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese del 1572. Di fronte a questa magnifica tela è posta una teca contenente un arazzo russo del XVIII secolo che raffigura un Cristo risorgente.
L'INTERNO
Ma se da fuori la Basilica appare imponente, dentro è a dir poco maestosa e ricca di decorazioni, come lo splendido pavimento a quadroni, e decine di opere d'arte.
L'interno
Entrando dalla porta che si affaccia sul Piazzale della Vittoria, ammiriamo a destra alcune pale d'altare, la prima delle quali rappresenta la Vergine che appare ai sette santi fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria. Più avanti poi oltre la porta, c'è l'altare proveniente dall'originaria e distrutta chiesa di san Marco, nel quale è collocata un'opera del 1796 raffigurante il Bimbo Gesù seduto su un muretto tra la Vergine e San Giuseppe con gli angeli adoranti.
Sopra le arcate davanti all'altare maggiore poi ecco la Madonna che appare al podestà Francesco Grimani, un'allegoria della città di Vicenza; una tela del 1651 abbellita dalla presenza di figure femminili rappresentanti la carità, la religione, la pace e la speranza.
Dietro l'altare è posta la statua della Madonna, costruita in pietra tenera dei Colli Berici. Meravigliosamente dipinta e ornata di corona e gioielli, riproduce il tema iconografico della Madonna della Misericordia che tiene sotto il manto i supplicanti.
La nicchia che contiene la statua è incorniciata dentro un’edicola dipinta sullo sfondo con un manto decorato, sorretto da angeli. Sotto la statua, un grande tondo d'argento, decorato con un bassorilievo che rappresenta l'apparizione della Vergine a Vincenza Pasini. Di fianco altri due bassorilievi marmorei che raffigurano ancora Vincenza Pasini e i soldati.
Il coro è ricavato dall'abside della prima costruzione, la chiesetta gotica. Qui gli stalli quattrocenteschi hanno bellissimi intarsi risalenti alla fine del XV secolo con scorci di Vicenza antica.
Ovunque volgiamo lo sguardo veniamo colpiti dalla ricchezza degli arredi, tra statue, decori in oro, marmi, archi.
Come la grande vetrata centrale sulla parete di fondo che raffigura l’apparizione della Vergine sul monte e reca nella parte sottostante una grande scritta in latino preziosamente incorniciata la quale recita “Adorabimus in loco ubi steterunt pedes eius”. La adoreremo nel luogo dove si posarono i suoi piedi. Sotto poi vi sono l'altare e la nicchia della Madonna, posti all’interno del colonnato dell’antica chiesa gotica, racchiusi tra un monumento funebre e una raccolta di ex voto.
E come non visitare il suggestivo Museo ex voto, adiacente al Santuario. Questo raccoglie oltre 150 tra tele e tavolette votive accumulate in sei secoli, dal 1400. Tra essi una pregevole "Nascita di Maria" intagliata e rilevata nel legno la quale conserva ancora tracce di un'antica doratura. Dello stesso periodo un complesso di piccoli quadri raffiguranti la storia dell'apparizione della Vergine a Vincenza Pasini mentre risalente al XVI secolo vediamo una tela di Gabriele Caliari, figlio del grande Paolo, raffigurante La Madonna e il Bambino, i Santi Francesco e Marco, il Capitanio di Vicenza Francesco Tiepolo e un altro gentiluomo, tutti in posizioni di oranti. Chiaramente la maggior parte degli ex-voto restano anonimi e fanno quindi parte della prolifica e affascinante arte popolare
ORARI
VISITE feriali e prefestivi: 7–12:30, 14:30–18 festivi: 06:45–19
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