Santi Antenati di Gesù

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Santi Antenati di Gesù
Nome: Santi Antenati di Gesù
Titolo: Quei padri amati da Dio
Ricorrenza: 24 dicembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Anche se nel Martirologio Romano di oggi sono citati Adamo, Abramo e Davide, la celebrazione di oggi non è riferita a nessuno di loro; infatti, Abramo ha la sua commemorazione (il 9 ottobre) e Davide la sua (il 29 dicembre). Ciò che riguarda la memoria di oggi, più che i singoli nomi, è l'appartenenza di Gesù a una tradizione concreta, a un'umanità che non esiste altro che nella forma di popoli particolari, con costumi particolari. Gesù nacque in seno al popolo ebraico, e questo, ci dice il Vangelo e si rinnova dalla rievocazione odierna, non è il frutto di una coincidenza storica, ma un fatto della Provvidenza: l'umanità di Gesù viene preparata dai primogenitori del umanità, dai primi genitori del popolo eletto, dai primi rappresentanti del regno di Dio in Israele.

Oggi le Chiese d'Oriente celebrano in modo particolare:
Giacobbe, nipote di Abramo e figlio di Isacco, padre e creatore delle 12 tribù d'Israele. Il nome di sua madre era Rebecca e aveva un fratello gemello: Esaù. Secondo la Genesi, Giacobbe era un uomo di casa, suo padre preferiva Esaù, che era il primogenito e che era un cacciatore. Rebecca, invece, preferiva Giacobbe, e fu lei a suggerirgli lo stratagemma per ottenere la primogenitura con un piatto di lenticchie (Gn 25, 29-34). Per evitare l'ira di suo fratello, dovette fuggire da Beer-Sceba ad Haran e lungo la strada si sentì assonnato e sognò la sua avidità e le bugie che fece, così costruì un altare e promise al Signore di cambiare la sua vita e di liberare i suoi beni come offerta a Dio (Gn 32,8).

Quella notte, a Bethel, Yahweh gli presentò una bilancia in cui gli rivelò il significato del suo pellegrinaggio e gli promise il possesso di tutta quella terra. Anni dopo, fu di nuovo in viaggio, in fuga dal suocero Labano lo incontrarono gli angeli del Signore (Gn 32, 23-33), in cui vide che la sua vita non era affatto cambiata. Ebbe due mogli: Lia e Raquel. Dio gli diede un nuovo nome: Israele (Il "forte contro Dio") perché aveva combattuto contro di Lui. Da quel momento trovò la libertà. (Gn 33, 12-20).

La lotta di Giacobbe con l'angelo
autore Paul Baudry anno 1853 titolo La lotta di Giacobbe con l'angelo


Era già un vecchio, padre di 12 figli, quando a Beer-Sceba, in un altro sogno, scoprì la presenza di Dio (Gen 46: 1-5). Doveva andare in Egitto per incontrare suo figlio Giuseppe; e così scoprì il Dio protettore, che guiderà sempre lui e il suo popolo sulla via della liberazione. Morì in Egitto ma fu sepolto a Beer-Sceba.

Rachele era moglie di Giacobbe e madre di Giuseppe e Beniamino. Gli eventi della sua vita si trovano in (Gen 29-35). Rachele incontrò Giacobbe a un pozzo, tra loro nacque la passione amorosa che si concluse con un bacio che Giacobbe diede a Rachele (l'unico bacio da un uomo a una donna in tutta la Sacra Scrittura, ad eccezione del poema nuziale del Cantico dei Canzoni ). Nel libro di Ruth, è ricordata, insieme a Leah, fondatrice della casa d'Israele e come una moglie ricca e felice. Matteo collega il grido di Rachele per i suoi figli con il massacro degli innocenti.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di tutti i santi antenati di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ovvero di quei padri che piacquero a Dio e che, trovati giusti, pur senza avere ricevuto le promesse, ma avendole soltanto guardate e salutate da lontano, morirono nella fede: da essi nacque secondo la carne il Cristo, che è al di sopra di tutto il creato, Dio benedetto nei secoli.

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