Santa Basilla, ricordata anche con le varianti Basilla, Basilia o Basilissa, è una santa dell'antichità cristiana della quale sono giunte fino a noi pochissime notizie. La sua figura è particolarmente interessante proprio perché le fonti antiche non concordano pienamente né sul luogo della sua morte né sulle circostanze della sua vita. Il suo nome, tuttavia, è conservato nella tradizione liturgica e nel Martirologio Romano, che la ricorda il 29 agosto.
Le fonti più antiche indicano Santa Basilla come una vergine cristiana, ma non forniscono una vera e propria biografia. Per questo motivo non conosciamo con certezza la data della sua nascita, la famiglia di origine o le precise circostanze della sua morte.
Proprio la scarsità delle informazioni ha dato origine, nel corso dei secoli, a diverse tradizioni. Alcuni antichi martirologi collocavano la sua memoria a Smyrna, l'attuale Smirne in Turchia, mentre altre fonti la situavano a Sirmium, antica città della Pannonia, corrispondente all'odierna Sremska Mitrovica, in Serbia. Gli studi sulle fonti antiche considerano oggi Sirmium come l'attribuzione più probabile.
L'attuale edizione del Martirologio Romano ricorda semplicemente Santa Basilla presso Sirmium, in Pannonia. Questa città, situata lungo il fiume Sava, fu nell'antichità uno dei più importanti centri dell'Impero romano e possedeva una significativa comunità cristiana.
Non è possibile stabilire con certezza in quale periodo sia vissuta la Santa. Alcune tradizioni posteriori la definiscono martire, mentre le più antiche testimonianze la ricordano semplicemente come vergine santa, senza descrivere il suo martirio. Gli stessi studiosi che hanno analizzato i martirologi medievali sottolineano questa incertezza.
Uno degli aspetti più complessi della figura di Santa Basilla riguarda proprio il suo titolo. In alcune fonti viene presentata come martire, mentre altre si limitano a chiamarla vergine. La mancanza di una Passio antica e attendibile non permette di ricostruire con precisione le circostanze della sua morte.
È quindi opportuno distinguere tra la tradizione devozionale e i dati storicamente documentabili. Ciò che appare certo è l'antichità della sua memoria liturgica; molto meno sicuri sono invece i racconti sviluppatisi successivamente intorno alla sua vita.
La ricerca storica deve inoltre distinguere questa Santa da un'altra Basilla venerata a Roma, legata al celebre cimitero di Basilla lungo l'antica Via Salaria. Quest'ultima è ricordata dalla tradizione come martire dell'epoca delle persecuzioni e il suo nome è collegato a una vasta area cimiteriale cristiana, nella quale furono venerati anche altri martiri, tra cui sant'Ermete.
La Basilla romana, tuttavia, ha una memoria liturgica differente e non deve essere confusa con la Santa Basilla commemorata il 29 agosto, tradizionalmente collegata a Sirmium. Anche le fonti enciclopediche moderne sottolineano l'esistenza di questa distinta tradizione romana.
Nonostante la quasi totale assenza di notizie biografiche, il nome di Santa Basilla è stato tramandato attraverso i secoli nei calendari liturgici e nei martirologi. La persistenza della sua memoria testimonia l'antichità del suo culto, anche se molti dettagli della sua vita sono andati perduti.
Il caso di Santa Basilla è un esempio significativo di come, nella storia del cristianesimo antico, la venerazione di alcuni santi sia sopravvissuta anche quando le informazioni sulla loro esistenza sono estremamente limitate. Il loro nome, custodito dalla tradizione liturgica, è diventato esso stesso il principale segno della memoria della comunità cristiana.
La memoria liturgica di Santa Basilla ricorre il 29 agosto. Il Martirologio Romano, nella sua attuale tradizione, la colloca presso Sirmium nell'antica Pannonia. Le fonti più antiche, tuttavia, presentano variazioni sul luogo e sulla descrizione della Santa, motivo per cui la sua biografia rimane in gran parte avvolta nel mistero.
Santa Basilla continua così a essere ricordata come una delle figure più enigmatiche della santità cristiana antica: una donna della quale non conosciamo quasi nulla, ma il cui nome è stato conservato per secoli dalla memoria della Chiesa.