Figlia dei santi Rictrude e Adalbaldo. Aveva 12 anni quando sua madre la mandò all'abbazia di Hamay o Hamage, nel nord della Francia, fondata da sua nonna Santa Gertrude, come badessa benedettina di Hamay. Santa Rictrude, che era già badessa di Marchinnes, ritenne che Eusebia fosse troppo giovane per essere responsabile della comunità e le ordinò di venire a Marchinnes con tutte le sue suore. La giovane badessa, non incline a lamentarsi, si recò a Marchinnes con tutta la comunità, portando la salma di Santa Gertrude.
Le due comunità si fusero in una, quindi tutto fu felicemente sistemato, tranne Eusebia. Il ricordo di Hamay la perseguitava. Così, una notte, lei e alcune delle suore si intrufolarono nell'abbazia abbandonata, dove pregarono l'ufficio e si lamentarono di non aver adempiuto ai mandati di Santa Gertrude. Sebbene questo atto non rimase impunito, visto che sua figlia desiderava essere ad Hamay, San Rictrude consultò il caso con il vescovo, così come con altri uomini pii, che le consigliarono di accondiscendere ai desideri di Eusebia.
Rictrude non dovette rimpiangere la sua azione, poiché la giovane badessa si dimostrò capace e giudiziosa di ristabilire nella comunità la disciplina dei giorni di santa Gertrude, che si sforzava di imitare in tutto. Nessun incidente speciale sembrava aver segnato la vita successiva di Eusebia. Aveva solo quarant'anni quando ebbe il presentimento della sua imminente fine. Radunò le suore e diede loro le sue ultime raccomandazioni e benedizioni. Quando finì di parlare, secondo la leggenda, un bagliore illuminò la sua cella e quasi subito dopo la sua anima volò in cielo.
MARTIROLOGIO ROMANO. Nella regione dell’Artois in Neustria, nel territorio dell’odierna Francia, santa Eusebia, badessa di Hamay-surla-Scarpe, che, dopo la morte del padre, si diede insieme alla santa madre Rictrude alla vita monastica e ancor giovane fu eletta badessa, succedendo a sua nonna santa Geltrude.
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