Sant' Arnoldo Janssen

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Sant' Arnoldo Janssen
Nome: Sant' Arnoldo Janssen
Titolo: Fondatore
Nascita: 5 novembre 1837, Goch, Germania
Morte: 15 gennaio 1909, Steyl, Olanda
Ricorrenza: 15 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
19 ottobre 1975, Sconosciuto, Sconosciuto
Canonizzazione:
5 ottobre 2003, Roma, papa Giovanni Paolo II


Il fondatore dei missionari del Divin Verbo era il secondo degli otto figli di Gerardo Janssen e di sua moglie Anna Caterina. Nacque il 5 novembre 1837 a Goch, nel Basso Reno, nella diocesi di Miinsten Descriveva i suoi genitori come «schietti e semplici»: suo padre era un piccolo agricoltore che si occupava anche di trasporti; sua madre univa la cura della numerosa famiglia e degli animali della fattoria a una vita di assidua preghiera. L'atmosfera familiare era intensamente religiosa e di stampo fortemente patriarcale; il padre, dopo i pasti, leggeva il Vangelo della domenica e un commento su di esso, interrogando con severità i figli sul catechismo. Nel 1847 venne aperta a Goch una scuola media il cui preside convinse i genitori di Arnoldo a iscriverlo. Un anno e mezzo dopo Janssen si trasferì nel seminario minore della diocesi, e nel 1855 cominciò gli studi teologici e filosofici all'istituto universitario Borromeo a Miinster, fondato un anno prima. A diciannove anni, avendo terminato gli studi di filosofia, ma essendo troppo giovane per entrare nel seminario maggiore, andò all'università di Bonn per studiare, con l'idea di fare l'insegnante. Superati gli esami, gli fu offerta una cattedra a Berlino, che rifiutò, tornando a Miinster per il suo corso di teologia. Venne ordinato presbitero nell'agosto del 1861.

Trascorse dodici anni insegnando matematica e scienze naturali a Bocholt, nella zona del Basso Reno, in Germania. La partecipazione all'assemblea generale delle organizzazioni cattoliche tedesche e austriache, tenuta ad Innsbruck nel 1867, lo stimolò ad ampliare i suoi orizzonti spirituali, sviluppando l'interesse per il mondo missionario. Si dimise dall'insegnamento e divenne cappellano delle suore orsoline a Kempen. Nel luglio del 1874 pubblicò il primo numero del "Piccolo Messaggero del Sacro Cuore" che riferiva delle missioni interne ed estere ed era anche veicolo per le sue stesse idee. All'epoca, in Germania, non esistevano seminari missionari, proibiti dalle leggi della rivoluzione culturale di Bismarck (Kulturkampf: 1873-1875). Convintosi che se mai cc ne fosse dovuto essere uno sarebbe stato lui stesso a fondarlo, Arnoldo si recò nei Paesi Bassi per cercare un luogo adatto.

Dalle autorità ecclesiastiche ricevette un misto di incoraggiamento e dissuasione, ma alla fine riuscì a comprare una vecchia locanda a Steyl, sulle sponde della Mosa, dove nel 1875 stabilì il suo primo seminario. Ben presto si riempì di nove residenti e suo fratello Wilhelm, il cappuccino fra' Juniper scacciato da Miinster, vi si stabilì come cuoco. La comunità assunse come motto Vivai cor Jesu in cordibus hominum, "Il cuore di Gesù possa vivere nei cuori degli uomini!". Era nata così la Società del Divin Verbo. Arnoldo stabilì che il duplice obiettivo del seminario dovesse essere la preparazione dei missionari e la cura delle scienze cristiane, cosa che non soddisfaceva tutti. Comunque, nonostante lo scetticismo e l'opposizione, il progetto attecchì e nel giro di cinque anni il seminario si ingrandì moltissimo. Arnoldo costruiva basandosi sul concetto che il denaro necessario «era già nelle tasche della buona gente, che l'avrebbe donato al momento opportuno!» Questa fede estremamente pratica nella provvidenza divina continuò a portare risultati c quando Arnoldo morì, Steyl era diventato un enorme complesso, ampliato sulla base della convinzione che qualunque cosa fosse necessaria cra possibile intraprenderla. Il seminario divenne una "scuola apostolica", una sorta di scuola superiore missionaria che, al contrario di altri istituti religiosi, accettava allievi da famiglie povere, alloggiandoli gratuitamente.

Janssen capì velocemente che il potere della parola stampata era "una spada da utilizzare nella battaglia spirituale", e installò una stampatrice per pubblicare il "Piccolo Messaggero". In effetti la pubblicazione dimostrò di essere il catalizzatore della crescita del seminario, e Arnoldo aggiunse un'altra rivista, chiamata Stadi Gottes (Città di Dio), che ancor oggi è la rivista cattolica per famiglie più diffusa di Germania. La necessità sempre maggiore di un aiuto nei lavori di stampa incoraggiò l'istituzione dei fratelli missionari del Divin Verbo, che nel 1900 superavano ampiamente il numero dei preti dell'ordine, e che furono sempre oggetto di un'attenzione particolare da parte di Arnoldo.

Nel 1876 le Suore della Divina Provvidenza furono espulse dalla Germania e vennero a Steyl per prendersi cura delle cucine e della lavanderia. A partire dal 1881 molte giovani donne cominciarono però a richiedere una formazione missionaria e, nel giro di sette anni, era già stata fondata una congregazione di suore missionarie. Nel 1892 Arnoldo consegnò alle prime sedici postulanti l'abito delle suore missionarie dello Spirito Santo. Dopo quattro anni la congregazione si suddivise, facendo nascere un ramo contemplativo: le Serve dello Spirito Santo per l'adorazione perpetua, per «pregare per le grandi necessità del mondo».

Dal 1879 Janssen fu in grado di inviare i suoi primi due missionari ad assistere, a Hong Kong, il vescovo Raimoldi, uno dei suoi primi sostenitori: Giovanni Battista von Anzer, successivamente nominato vescovo, e Giuseppe Freinademetz (28 gen.), poi beatificato insieme a Janssen. Altri missionari del Divin Verho si recarono in Estremo Oriente, raggiungendo nel 1881 lo Shantung Meridionale (Cina), che Janssen definì «la grande terra assetata di Gesù»; nel 1892 il Togo, nel 1896 la Papua Nuova Guinea e nel 1907 il Giappone. Alle richieste che venivano dal Sud America si rispose con le missioni in Argentina nel 1889, in Ecuador nel 1893 (successivamente abbandonata), in Brasile nel 1895 e in Cile nel 1900.

La convinzione di Janssen che i missionari dovessero essere esperti di scienze naturali ebbe come risultato la pubblicazione della rivista Anthropos, che tratta di linguistica e di etnologia, e la creazione di un istituto corrispondente, i cui membri sono missionari del Divin Verbo sparsi per il mondo. Seguirono altre fondazioni a Roma, dove Arnoldo mandava i preti a studiare teologia, e vicino a Vienna (1889); egli stesso dovette assumere la cittadinanza austriaca. Il governo prussiano, invertendo il Kulturkampf di Bismarck, offrì' a Janssen il diritto esclusivo di fondare seminari missionari e di fare opera missionaria nelle colonie tedesche, il che condusse alla fondazione Santa Croce di Slesia (attualmente nel territorio polacco), di S. Vendelino nella regione della Saar e di S. Ruperto vicino a Salisburgo. Poche settimane prima di morire, Janssen approvò anche l'estensione della missione dell'ordine agli Stati Uniti, con la costruzione del Seminario Missionario di S. Maria a Techny (vicino a Chicago), in Illinois.

Per soddisfare l'esigenza di missioni tra la popolazione nera venne aperto il Seminario di Bay St Louis (1922), dal quale uscì più di un centinaio di preti di colore, sei dei quali divennero vescovi. Janssen dichiarò: «Ciò che non si può compiere, non è volontà di Dio». Era sorprendentemente abile nel guidare gli sforzi umani secondo la volontà di Dio e affermava con insistenza che nessuna conquista esteriore poteva essere sorretta senza uno spirito interiore di sacrificio. A settant'anni era ancora sano e attivo, ma nel 1908 cominciò a manifestare una paralisi progressiva e morì pacificamente il 15 gennaio 1909.

Già papa Pio X lo chiamò "santo"; l'istruttoria per la sua beatificazione iniziò nel 1933 e papa Pio XII aprì il processo apostolico nel 1943. Insieme a Giuseppe Freinademetz venne beatificato in occasione della domenica missionaria mondiale celebrata il 19 ottobre 1975 e canonizzato il 5 ottobre 2003.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nel villaggio di Steyl in Olanda, sant’Arnoldo Janssen, sacerdote, che fondò la Società del Verbo Divino per diffondere la fede nelle missioni.

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