Le fonti più attendibili lo collocano probabilmente tra il IV e il V secolo. Sant'Adelfo occupa il decimo posto nella tradizionale successione dei vescovi di Metz ed è generalmente considerato successore di San Rufo di Metz. Tuttavia, gli studiosi sottolineano che la cronologia del suo episcopato non è certa e che la sua vita storica rimane in gran parte sconosciuta.
Una tradizione gli attribuisce un episcopato durato circa diciassette anni, durante il quale avrebbe guidato la comunità cristiana di Metz e favorito la diffusione della fede tra le popolazioni ancora legate ai culti pagani. Questi particolari, tuttavia, provengono da narrazioni agiografiche tardive e non possono essere verificati con sicurezza dal punto di vista storico.
Nei secoli successivi alla sua morte nacquero racconti più dettagliati sulla figura del Santo. Una Vita agiografica lo presenta come figlio di una nobile donna di nome Beatrice e racconta che la sua futura elezione a vescovo sarebbe stata annunciata da un angelo.
Altre tradizioni lo descrivono come un importante personaggio al servizio del potere politico prima della sua elezione episcopale. La ricerca storica moderna, però, considera gran parte di questi racconti leggendari o costruiti in epoca successiva. In particolare, gli studi sulle fonti medievali rilevano che alcune narrazioni furono modellate utilizzando elementi tratti dalla vita di altri santi.
Anche la data della morte di Sant'Adelfo è incerta. Diverse tradizioni la collocano attorno all'inizio del V secolo, spesso indicando l'anno 410 o un periodo vicino. Ciò che appare maggiormente consolidato è invece l'antichità del suo culto nella Chiesa di Metz.
Un momento decisivo per la diffusione della sua devozione avvenne nel IX secolo. Le reliquie di Sant'Adelfo furono trasferite da Metz all'abbazia benedettina di Neuwiller-lès-Saverne, in Alsazia, per iniziativa legata al vescovo Drogone di Metz. Le fonti non concordano perfettamente sull'anno della traslazione, collocandola generalmente tra gli anni 826 e 846.
La presenza delle reliquie trasformò Neuwiller in un importante centro di pellegrinaggio. La crescente affluenza dei fedeli contribuì allo sviluppo di edifici destinati al culto del Santo, tra cui la chiesa di Saint-Adelphe, costruita iniziňialmente tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo.
La venerazione di Sant'Adelfo ricevette un importante riconoscimento nel 1049, quando il suo culto fu approvato da Papa Leone IX. Questo confermò ufficialmente una devozione già profondamente radicata nella regione di Metz e dell'Alsazia.
Nel corso dei secoli Sant'Adelfo divenne una figura particolarmente importante per le comunità di Metz e Neuwiller-lès-Saverne. Attorno al suo culto si svilupparono racconti di miracoli e opere artistiche dedicate alla sua vita, tra cui celebri cicli figurativi e arazzi che illustravano gli episodi tramandati dalla tradizione. Queste rappresentazioni hanno soprattutto valore devozionale e testimoniano la fortuna del suo culto nel Medioevo e nell'età moderna.
Il Martirologio Romano ricorda Sant'Adelfo il 29 agosto, indicandolo come vescovo di Metz. In alcune tradizioni locali la celebrazione ricorre in date differenti: a Metz è stato ricordato anche il 30 agosto, mentre a Neuwiller-lès-Saverne la festa locale è tradizionalmente celebrata il 1° settembre.
Sant'Adelfo di Metz rimane dunque una figura della cristianità antica di cui conosciamo pochi dati biografici certi. La sua importanza deriva soprattutto dalla sua posizione nella tradizione episcopale di Metz e dalla straordinaria continuità del suo culto, che attraverso la traslazione delle reliquie e i pellegrinaggi ha mantenuto viva la sua memoria per oltre un millennio.