Non sappiamo se Radulfo (Raoul, Ralph o Radulf), figlio del conte Raoul di Cahors, abbia mai ricevuto l'abito monastico, ma il suo tutore, l'abate Bertrando di Solignac, gli trasmise un grande amore per la vita monastica. Fu a capo di numerose abbazie, compresa S. Medardo a Soissons, ricolmata dai suoi genitori di molti beni e privilegi. Nell'849 Radulfo fu consacrato vescovo di Bourges, cominciando ad avere un ruolo preminente negli affari ecclesiastici: considerato uno degli ecclesiastici più preparati del tempo, era consultato di frequente nei sinodi. Usò la ricchezza personale per erigere fondazioni religiose sia maschili che femminili, di cui le principali erano Dèvre nel Berry, Beaulieu-sur-Mémorie e Végennes nel Limousin, e Sarrazac nel Quercy. Morì il 21 giugno 866 e fu sepolto nella chiesa di S. Ursino a Bourges.
Uno dei servizi che rese alla Chiesa fu la preparazione di un libro di istruzioni pastorali, Instructio pastoralis, per il suo clero, citando ampiamente il capitolare di Teodulfo, vescovo d'Orléans, che si proponeva di ravvivare i costumi tradizionali e correggere gli abusi. Venivano anche date precise direttive per le pratiche penitenziali, di cui alcune forme estreme erano state erroneamente attribuite a santi e degni maestri. Il libro cadde però in disuso e fu riscoperto solo agli inizi del XVII secolo; in esso si può vedere quanto l'arcivescovo Radulfo avesse una vasta conoscenza dei primi Padri della Chiesa e dei decreti conclliari. Non sono state conservate le sue numerose lettere a papa Niccolò I dove chiedeva chiarimenti su vari punti della disciplina ecclesiastica.
MARTIROLOGIO ROMANO. A Bourges nell’Aquitania, ora in Francia, san Rodolfo, vescovo, che, pieno di premura al riguardo della vita sacerdotale, insieme ai sacerdoti della Chiesa a lui affidata si prese cura di riunire in una raccolta sentenze dei santi Padri e dei canoni ad uso pastorale.
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