San Panfilo e compagni

Aggiungi ai preferiti
San Panfilo e compagni
Nome: San Panfilo e compagni
Titolo: Martiri di Cesarea di Palestina
Ricorrenza: 16 febbraio
Tipologia: Commemorazione


Lo storico Eusebio di Cesarea fu un allievo, amico e forse congiunto di Panfilo. Ammirò moltissimo il suo maestro e scrisse la sua vita in tre volumi; S. Girolamo conobbe quest'opera ora scomparsa. Quando Panfilo morì Eusebio si diede il nome di Eusebio Panfilo in suo onore.

Panfilo discendeva da una ricca e stimata famiglia fenicia di Berytus (Beirut), dove iniziò gli studi che poi continuò nella famosa scuola catechetica, il Didaskaleion, di Alessandria. In seguito si trasferì a Cesarea, dove fu ordinato prete, e vi trascorse il resto della sua vita. È considerato il più grande studioso di Bibbia del suo tempo, e la sua ricerca nell'esaminare e correggere manoscritti portò alla raccolta dei migliori testi della Bibbia allora conosciuta. Tutto ciò servì come fondamento per l'opera che Girolamo (30 set.) portò avanti nel iv secolo. Panfilo fondò una scuola di letteratura sacra e raccolse una biblioteca che sopravvisse fino al vii secolo, quando fu distrutta dagli arabi.

Si sapeva che Panfilo era un gran lavoratore e trascriveva di sua mano molti documenti; copie di manoscritti redatte nella sua scuola erano disseminate in vari luoghi. Considerato uomo di grande generosità, usava la sua ricchezza per aiutare gli altri. Spesso regalava copie di manoscritti per incoraggiare gli studi biblici. Trattava i suoi schiavi come familiari e dava denaro, senza preoccuparsi che lo restituissero, a congiunti, amici e poveri.

Nel 307 o 308 Urbano, governatore della Palestina, lo fece arrestare perché si era rifiutato di sacrificare agli dei romani; fu torturato e imprigionato ma non tradì. Durante la prigionia, durata quasi due anni, collaborò con Eusebio, che forse era anch'egli in prigione, e alla stesura della Apologia di Origene. Durante il periodo trascorso ad Alessandria Panfilo era stato allievo di Pierio, allievo di Origene, e ammirò molto le opere dell'esegeta alessandrino, facendo sì che ne fossero trascritte molte.

Verso la fine del 309 il successore del governatore Urbano lo fece comparire in tribunale con altri due cristiani, Valente e Paolo di Iamnia. Valente era un anziano diacono che si dice avesse imparato a memoria l'intera Bibbia, mentre Paolo predicava con grande fervore. Tutti e tre furono condannati a morte e il loro comportamento durante il processo fu così ispirato che altri cristiani li difesero e furono a loro volta messi a morte.

Porfirio, giovane studioso molto dotato e allievo di Panfilo, chiese, quando fu eseguita la sentenza, di poter seppellire il corpo del suo maestro, ma anch'egli fu arrestato e crudelmente torturato a morte. Seleuco, che vide morire Porfirio e portò la notizia della sua testimonianza agli altri cristiani, fu arrestato. Il governatore si infuriò nel sapere che anche il suo schiavo preferito, un uomo anziano di nome Teodulo, era cristiano e aveva abbracciato uno dei martiri, e così lo fece crocifiggere. Panfilo, Valente, Paolo e Seleuco furono decapitati con altri compagni, dei quali non si è conservato il nome. Si pensa che il numero dei martiri sia di undici. I loro corpi furono gettati in pasto alle bestie feroci ma la comunità cristiana li ricuperò e con grande rischio diede loro una degna sepoltura.

Eusebio descrive Panfilo come «la gloria della Chiesa di Cesarea, celebre in ogni virtù, specialmente l'assoluto distacco dalle cose terrene, la condotta serena, l'autodisciplina, la sua totale dedizione allo studio delle Scritture, l'energia instancabile in tutto ciò che intraprendeva, la generosità verso i poveri e una pronta gentilezza per tutti quelli che lo avvicinavano».

MARTIROLOGIO ROMANO. A Cesarea in Palestina, santi martiri Elia, Geremia, Isaia, Samuele e Daniele: cristiani di Egitto, per essersi spontaneamente presi cura dei confessori della fede condannati alle miniere in Cilicia, furono arrestati e dal governatore Firmiliano, sotto l’imperatore Galerio Massimiano, crudelmente torturati e infine trafitti con la spada. Dopo di loro ricevettero la corona del martirio anche Panfilo sacerdote, Valente diacono di Gerusalemme, e Paolo, originario della città di Iamnia, che già avevano trascorso due anni in carcere, e anche Porfirio, domestico di Panfilo, Seleuco di Cappadocia, di grado avanzato nell’esercito, Teodúlo, anziano servitore del governatore Firmiliano, e infine Giuliano di Cappadocia, che, tornato proprio in quel momento da un viaggio, dopo aver baciato i corpi dei martiri, si rivelò come cristiano e per ordine del governatore fu bruciato a fuoco lento.

Lascia un pensiero a San Panfilo e compagni

Ti può interessare anche:

San Panfilo di Sulmona
- San Panfilo di Sulmona
Vescovo
Sulmo mihi patria est: Sulmona è la mia patria. Con queste parole, il grande poeta latino Ovidio tracciò, venti secoli fa, il proprio certificato di nascita...
Segui il santo del giorno:

Mostra santi del giorno:
Mostra santi
Usa il calendario:
Oggi 27 marzo si venera:

San Ruperto
San Ruperto
Vescovo
Ruperto nacque in una nobile famiglia di origini irlandesi imparentata con i Merovingi, alla fine del VII secolo. Dopo aver ricevuto un'educazione monastica, operò per l'evangelizzazione della Baviera...
Altri santi di oggi
Domani 28 marzo si venera:

Santo Stefano Harding
Santo Stefano Harding
Abate
Stefano Harding nacque nel 1059, da una nobile famiglia sassone dal nome Harding, a Merriot, nei dintorni di Sherborne, nell'Inghilterra Meridionale. Viaggiò molto e fin dalla più tenera...
Altri santi di domani
newsletter

Iscriviti
Oggi 27 marzo nasceva:

Sant' Agostina Pietrantoni
Sant' Agostina Pietrantoni
Religiosa
Livia Pietrantoni nacque in una povera famiglia di contadini a Pozzaglia Sabina, vicino a Rieti, il 27 marzo 1864; a ventidue anni entrò nelle Sorelle della Carità di S. Giovanna Antiela Thouret, a Roma...
Altri santi nati oggi
Oggi 27 marzo tornava alla Casa del Padre:

San Ruperto
San Ruperto
Vescovo
Ruperto nacque in una nobile famiglia di origini irlandesi imparentata con i Merovingi, alla fine del VII secolo. Dopo aver ricevuto un'educazione monastica, operò per l'evangelizzazione della Baviera...
Oggi 27 marzo veniva beatificato:

Beato Lucchese di Poggibonsi
Beato Lucchese di Poggibonsi
Terziario francescano
Lucchese nacque a Gaggiano in Val d'Elsa, vicino a Firenze, all'inizio del XIII secolo, Da giovane era totalmente assorto nella politica e nella sete di denaro, ma a causa dcl sostegno al partito guelfo...
Oggi 27 marzo si recita la novena a:

- Sant' Ugo di Grenoble
O ammirabile Sant’Ugo, i tuoi sforzi e le tue rinunce portarono a risultati maggiori, e le persone riacquistarono la fiducia in te e ti seguirono. Amavi la tranquillità, ma ti impegnavi in austerità e...
- San Francesco da Paola
I. O glorioso s. Francesco, che, miracolosamente risanato dalla cecità portata dal seno materno, fino dalla più tenera infanzia faceste vostra gioia la pietà la più soda, la penitenza la più austera, e...
- San Vincenzo Ferreri
I. Pietosissimo s. Vincenzo, che fin dai primi anni faceste vostra delizia il sovvenire alle miserie dei vostri prossimi, intercedete dal Signore la grazia di aver sempre verso dei poveri un eguale spirito...
Le preghiere di oggi 27 marzo:

PREGHIERA AL MATTINO Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode, O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco. Di te ha sete l'anima mia, come terra deserta...
Preghiera a San Ruperto Glorioso San Ruperto, pastore di anime, prega per noi e le nostre famiglie. Donaci la pazienza e dacci la forza per la rinascita spirituale che tu insegnasti...
AL SACRO CUORE DI GESU' O cuore di Gesù, a te raccomando in questa notte l'anima e il corpo, affinché dolcemente in te riposino. E poiché durante il sonno non potrò lodare il...
Disattiva la pubblicità