La tradizione identifica San Narno come il primo vescovo di Bergamo, collocandone l'episcopato nella prima metà del IV secolo. Le notizie storicamente certe sulla sua vita sono tuttavia molto limitate: la stessa cronotassi della Diocesi di Bergamo segnala come convenzionali gli anni tradizionalmente attribuiti al suo episcopato, generalmente collocato tra il 325 e il 343 circa. È invece storicamente attestata la figura del suo successore, San Viatore, presente al sinodo di Sardica del 343.
Nei secoli successivi si svilupparono numerose tradizioni sulla vita di Narno. Una leggenda medievale lo presentava come discepolo di San Barnaba, che lo avrebbe consacrato vescovo e inviato a guidare la comunità cristiana di Bergamo. Questo racconto, tuttavia, non è compatibile con la cronologia storica ed è considerato una tradizione agiografica priva di fondamento documentario.
Altre narrazioni gli attribuiscono un ruolo importante nella costruzione delle prime chiese cristiane di Bergamo e nella diffusione della fede dopo le persecuzioni. Sebbene questi particolari non possano essere verificati storicamente, testimoniano l'antichità e l'importanza del culto del Santo nella memoria della Chiesa bergamasca.
Secondo la tradizione diocesana, Narno guidò la comunità cristiana bergamasca in una fase decisiva della sua storia, quando il cristianesimo, dopo l'Editto di Milano del 313, poté progressivamente organizzarsi pubblicamente. La presenza di una struttura episcopale a Bergamo è comunque riferita alla prima metà del IV secolo, e Narno è tradizionalmente collocato all'inizio della successione dei vescovi bergamaschi.
Alla sua morte gli sarebbe succeduto San Viatore, anch'egli venerato come santo e annoverato tra i primi pastori della Chiesa di Bergamo. Narno e Viatore sono infatti strettamente associati nella tradizione liturgica e nella memoria religiosa della diocesi. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
La tradizione colloca la sepoltura di San Narno nella cripta dell'antica cattedrale alessandrina, accanto alle reliquie di Sant'Alessandro, patrono di Bergamo. La venerazione del Santo è attestata nella tradizione cittadina da molti secoli.
Un documento del XVI secolo testimonia inoltre l'esistenza di una particolare devozione popolare legata alla tomba del Santo: i fedeli attribuivano proprietà miracolose all'acqua raccolta presso il suo sepolcro, conosciuta come aqua sancti Narni. Questa pratica appartiene alla storia del culto e della devozione popolare sviluppatasi intorno alla sua figura.
Nel 1561, in seguito alla demolizione dell'antica basilica durante la costruzione delle mura veneziane, le reliquie attribuite a San Narno, insieme a quelle di San Viatore e di altri santi bergamaschi, furono trasferite nella Cattedrale di Sant'Alessandro. La Diocesi di Bergamo continua a venerare Narno come uno dei suoi primi e più importanti vescovi.
Nella liturgia propria della Chiesa di Bergamo, San Narno è celebrato insieme ai santi vescovi Viatore e Giovanni il 15 gennaio. Il testo liturgico diocesano ricorda Narno come il primo vescovo di Bergamo e collega la sua opera agli inizi della fede cristiana nella città.
Alcuni calendari agiografici riportano invece la sua commemorazione il 27 agosto, data tradizionalmente associata al suo culto.
San Narno rappresenta soprattutto il simbolo delle origini della Chiesa di Bergamo. Anche se la sua biografia rimane in gran parte avvolta dalla tradizione e non è possibile ricostruire con precisione molti aspetti della sua vita, la Chiesa bergamasca lo riconosce come il primo anello della propria successione episcopale e come una delle figure fondamentali della sua memoria cristiana.