Caleb (conosciuto anche come Kaleb o Elesbaam) visse nel VI secolo d.C. e fu sovrano di Axum, un regno situato tra l'Eritrea e il Nord Etiopia.
Non si sa molto delle sue origini, ma è riconosciuta la grandezza del suo reame ed è famoso soprattutto per una spedizione militare nell'Arabia del sud, in Yemen, in difesa delle comunità cristiane.
Nel 524 d.C. circa il re Yemenita Dhu Nuwas (o anche Yusuf Asar Yatar) convertito al giudaismo, guidò una rivolta e una persecuzione contro i cristiani di Najran (l'odierna Al Ukhdud) per portarli alla sua religione, anche se si narra che in realtà alla base della sua mossa ci fosse più banalmente una non volontà di restituire un grosso prestito contratto con la comunità cristiana del luogo, eliminando i suoi creditori. Nella città massacrò il principe cristiano Aretas, la sua famiglia e circa 20.000 cristiani, e i vescovi della regione chiesero aiuto al re di Axum affinché riportasse un nuovo ordine nella città e vendicasse quelli che erano ormai considerati martiri. Caleb preparò una spedizione punitiva durante l'estate di quell'anno e partì con la sua flotta navale,con l'aiuto dell'imperatore Giustino I, sconfisse Dhu Nuwas, riconquistò Najran e fece finalmente cessare le persecuzioni religiose.
Continuò a guidare ancora il suo regno anche se alcune leggende etiopi e greche narrano che egli ha abdicato dopo il suo ritorno dall'Arabia meridionale in favore del figlio per dedicarsi alla preghiera. Dopo aver dedicato la sua corona alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme entrò nel monastero di Abba Pantaleon, si dice portando con sé solo una tazza per bere e una stuoia su cui riposare, monastero che si trova sulla cima della collina di Mai Qoho a nord-vest di Axum nel Tigray in Etiopia.
Morì intorno all'anno 555, fu canonizzato dalla chiesa etiope e viene celebrato il 15 maggio.
MARTIROLOGIO ROMANO. In Etiopia, san Caleb o Elésbaan, re, che per vendicare l’uccisione dei martiri di Na r n affrontò vittoriosamente in battaglia i nemici di Cristo; dopo avere inviato, al tempo dell’imperatore Giustino, il suo diadema regale a Gerusalemme, si ritiene che, come era stato nei suoi desideri, si sia riturato a vita monastica, prima di fare ritorno al Signore.
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