San Cedda

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San Cedda
Nome: San Cedda
Titolo: Vescovo
Morte: 26 ottobre 644, Lastingham, Inghilterra
Ricorrenza: 26 ottobre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Fratello di S. Chad (2 mar.), Cedd fu monaco a Lindisfarne (Inghilterra) per un lungo periodo; quando, nel 653, Peada, re degli angli centrali, si convertì al cristianesimo, Cedd fu uno dei quattro sacerdoti di Lindisfarne scelti per l'evangelizzazione di quella popolazione. Alcuni anni dopo, quando anche Sigeberto, re dei sassoni orientali, abbracciò la fede cristiana, Cedd fu mandato con un altro prete nel territorio dell'attuale contea di Essex per predicare e battezzare la gente del luogo. I due sacerdoti visitarono tutta la zona con l'intento di conoscere i luoghi e le persone che avrebbero dovuto evangelizzare e quando Cedd fece ritorno a Lindisfarne per consultarsi con il suo superiore, S. Finiin (17 feb.), quest'ultimo fu così colpito dal suo racconto che decise di consacrarlo vescovo della Sassonia orientale.

Cedd fece quindi ritorno nell'Essex continuando la sua missione di evangelizzazione: ordinò numerosi sacerdoti e diaconi perché Io affiancassero nella predicazione e nell'amministrazione del battesimo e inoltre fece costruire diverse chiese. Costruì anche due monasteri, distrutti successivamente al tempo delle invasioni danesi e mai più ricostruiti: uno, la cui chiesa è tuttora per la maggior parte intatta, si trovava nell'odierno Bradwell-on-Sca, mentre l'altro era situato a Tilbury, sul Tamigi. Beda ci racconta che Cedd fondò «comunità di servi di Cristo, insegnò a osservare la disciplina di una regola, nei limiti in cui quelli potevano comprenderla, dato che erano ancora piuttosto rozzi»; ci racconta inoltre di come Cedd avesse scomunicato un nobile locale per un matrimonio illecito, vietando a tutti di entrare nella sua abitazione, e che, quando il re Sigeberto disobbedì a questo divieto, Cedd, incontrandolo mentre stava uscendo da quella casa, lo ammonì senza timore: «Poiché non ti sei astenuto dall'entrare nella casa di un uomo perduto e dannato, questa stessa casa ha segnato la tua morte». Non molto tempo dopo il re fu assassinato da un parente. Cedd ritornò diverse volte in visita a Lindisfarne e fu proprio durante una di queste che il re Etelwald, sapendo che era, stando all'espressione di Beda, «uomo santo, sapiente, probo di costumi», gli donò della terra per fondare un monastero nelle regioni selvatiche dello Yorkshire del nord. Egli consacrò il luogo digiunandovi per quaranta giorni (usanza di Lindisfarne apparentemente introdotta al tempo di S. Columba, 9 giu.) e vi fondò nel 658 un monastero, che è stato identificato con quello di Lastingham, anch'esso distrutto dagli invasori danesi. Nel 664 Cedd prese parte al sinodo di Whitby facendo da mediatore tra le due fazioni, i celti da un lato e il cosiddetto partito romano dall'altro, nella disputa sulla data della Pasqua. Cedd stesso era di tradizione celtica, ma accettò senza riserve di celebrare la Pasqua secondo il Calendario Romano perché, come un sinodo irlandese aveva già fatto alcuni anni prima, il sinodo così aveva stabilito. Ritornato a Lastingham, morì il 26 ottobre 644 a causa di un'epidemia che in quegli anni imperversava nei paesi del nord. Secondo Beda, trenta fratelli di Cedd, saputo della sua morte, si misero in viaggio da Essex verso il nord «desiderosi di vivere vicino al corpo del loro padre, se così a Dio fosse piaciuto, o, se fossero morti, di essere seppelliti colà». Contrassero la stessa malattia e morirono a Lastingham. Seppellito in un primo momento nelle segrete del monastero, il corpo del santo fu in seguito trasferito in un sacrario di una chiesa in pietra dedicata alla Vergine Maria; nell'xi secolo le sue reliquie erano oggetto di venerazione a Lichfield assieme a quelle del fratello S. Chad. La chiesa di Bradwell-on-Sea è interessante per la costruzione a pianta romanica e non celtica, nonostante la provenienza di Cedd da Lindisfarne.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Lastingham nella Northumbria in Inghilterra, san Cedda, che, fratello di san Ceadda, fu ordinato da san Finnano vescovo dei Sassoni orientali e si adoperò per gettare tra costoro le fondamenta della Chiesa.

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