La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, comunemente conosciuta come Chiesa del Gesù o semplicemente Il Gesù, rappresenta un emblema significativo della Compagnia di Gesù. Situata su Piazza del Gesù a Roma, è la chiesa madre dell'Ordine, riflettendo tanto la spiritualità quanto l'arte dei Gesuiti.
Storia
La costruzione della Chiesa del Gesù segna una svolta storica nell'arte sacra, realizzata secondo i decreti del Concilio di Trento per concentrare l'attenzione dei fedeli sull'altare. Il desiderio di edificare questa chiesa risale al 1551, quando Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, aspirava a creare un luogo di culto adeguato per il suo ordine. Papa Paolo III, che viveva a Palazzo Venezia, offrì ai primi gesuiti una cappella vicina alla sua residenza, che si trovava sull'attuale sito della chiesa.
Tuttavia, per mancanza di fondi, i lavori iniziarono solo nel 1568 sotto la supervisione di Francesco Borgia, allora Generale della Compagnia. Il cardinale Alessandro Farnese, nipote di Papa Paolo III, costituì un fondo per la costruzione. I progetti iniziali, disegnati da Nanni di Baccio Bigio e successivamente rielaborati da Michelangelo e Vignola, prevedevano una grande navata e un altare centrale per la celebrazione dell'eucaristia.
Sviluppi e Consacrazione
Dal 1568 al 1573, Vignola guidò i lavori, che alla sua morte passarono a Giacomo Della Porta, il quale ridisegnò la facciata e progettò la cupola. La chiesa fu consacrata il 25 novembre 1584 e divenne un modello per numerosi edifici di culto gesuiti nel mondo, come la Chiesa del Gesù a Manila. Dal 2002, un intervento di illuminazione ha valorizzato la chiesa, rendendola un punto di riferimento anche notturno.
Descrizione
La chiesa del Gesù presenta una pianta longitudinale con una navata unica, affiancata da cappelle laterali, un presbiterio, e una cupola sull'incrocio del transetto. Questo progetto favorisce la meditazione individuale e la predicazione. La cupola, disegnata da Della Porta, è ottagonale, e la facciata è divisa in due livelli da paraste e volute, con un timpano triangolare.
Pittura
L'affresco centrale della volta della navata, "Trionfo del nome di Gesù" di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, è dotato di un effetto prospettico straordinario. Un punto della navata, contrassegnato con il monogramma "IHS", indica il luogo di osservazione ottimale per lo spettatore. Il Baciccio è autore anche dell'affresco della cupola. Giovanni Andrea Carlone ha contribuito con la "Gloria di San Francesco Saverio" nella cupola della cappella dedicata al santo.
Scultura
L'altare maggiore, opera di Antonio Sarti del 1843, presenta una pala raffigurante la Circoncisione di Gesù. L'altare di Sant'Ignazio di Loyola, realizzato da Andrea Pozzo, è riccamente decorato con materiali preziosi. Le spoglie del santo riposano in un'urna di bronzo dorato di Alessandro Algardi. Le cappelle laterali sono dedicate a vari santi gesuiti, con altari maestosi e decorazioni elaborate, inclusi bronzi dorati di Ciro Ferri.
Urna di Sant'Ignazio Loyola
La Cappella del Sacro Cuore
Inizialmente dedicata a San Francesco d'Assisi, la cappella fu trasformata nel 1920 in Cappella del Sacro Cuore, con l'ovale del Sacro Cuore di Gesù di Pompeo Batoni. La volta della cappella è ornata da affreschi di Baldassare Croce, raffiguranti i quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa.
Ciclo Iconografico Francescano
La chiesa ospita anche un ciclo iconografico dedicato a San Francesco d'Assisi, testimonianza del legame spirituale tra Ignazio di Loyola e il santo di Assisi. Questo ciclo riflette episodi della vita di San Francesco, realizzati da artisti fiamminghi come Paul Bril e Maarten Pepijn.
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