Basilica di Santa Maria Maggiore

San Pio V
Nome: Basilica di Santa Maria Maggiore
Titolo: Papale arcibasilica patriarcale maggiore arcipretale liberiana
Indirizzo: Piazza di Santa Maria Maggiore - Roma
Dedicato a: Madonna della Neve
Reliquie di: San Girolamo, San Pio V


La Basilica di Santa Maria Maggiore ha subito numerosi interventi di trasformazione nel corso dei secoli. I primi lavori significativi furono eseguiti durante il pontificato di Eugenio III (1145-1153) con la costruzione di un portico. Un secolo dopo, Niccolò IV (1288-1292) fece costruire una nuova abside. Nei secoli XV e XVI, vari interventi arricchirono l'interno della basilica di preziose opere d'arte.

Nel 1461, il cardinale d'Estouteville incaricò Mino del Reame di costruire un grande altare, successivamente rimosso, e di coprire le navate laterali con volte a vela. Durante il pontificato di Alessandro VI (1492-1503) fu realizzato l'attuale soffitto a cassettoni lignei decorati. La costruzione della Cappella Sforza iniziò nel 1564, probabilmente su progetto di Michelangelo, e fu completata nel 1573 da Giacomo della Porta.

Nel 1585, Domenico Fontana iniziò la costruzione della Cappella Sistina per incarico di Sisto V (1585-1590), mentre Paolo V (1605-1621) commissionò a Flaminio Ponzio la costruzione della Cappella Paolina di fronte a essa. Nei secoli XVII e XVIII furono eseguiti importanti lavori di ristrutturazione, conferendo alla basilica la sua attuale fisionomia. Durante il pontificato di Clemente X (1670-1676), fu realizzata l'architettura esterna della parte absidale, iniziata da Clemente IX e completata da Carlo Rainaldi.

L'imminente Giubileo del 1750 fu l'occasione per un radicale restauro della basilica sotto il papa Benedetto XIV (1740-1758). L'architetto Ferdinando Fuga progettò una nuova facciata e un nuovo portico, completati nel 1750 in tempo per l'apertura dell'Anno Santo.


Tomba di San sisto V
Tomba di San Pio V

L'ESTERNO

Il punto migliore per osservare la basilica è il centro di Piazza S. Maria Maggiore, ai piedi dell'alta colonna innalzata nel 1614 sotto la direzione di Carlo Maderno. Da qui si può ammirare la splendida facciata costruita dal Fuga, preceduta da un'ampia scalinata. È su due ordini: quello inferiore consiste in un portico a cinque aperture architravate, quello superiore in un grande loggia a tre arcate, di cui quella centrale assai più alta e coronata da un timpano triangolare. La facciata è inserita tra due bellissimi palazzetti gemelli; quello di destra fu costruito da Flaminio Ponzio nel 1605, quello di sinistra fu realizzato circa un secolo più tardi e completato nel 1735 dal Fuga. Molte statue, seicentesche e settecentesche, ornano la facciata; alcune sono poste sulla balaustrata di coronamento che si prolunga fin sopra i palazzi adiacenti. L'imponente campanile del XIV secolo, con i suoi 75 metri, è il più alto di Roma. Fu costruito nel 1377, durante il pontificato di Gregorio XI, rifacendosi, probabilmente a una più antica torre campanaria del 1100. Fu poi completato alla fine del '400 durante il restauro promosso dal cardinale d'Estouteville e, in seguito, restaurato da Paolo V.

Sotto il portico, sulla destra, da notare la statua in bronzo raffigurante Filippo IV di Spagna, realizzata nel 1692 da Girolamo Lucenti su disegno di Bernini.

Da una scala, a sinistra, si sale alla loggia, detta « la loggia delle benedizioni »; qui sono conservati i mosaici (molto restaurati) eseguiti nella prima metà del '300 da Filippo Rusuti, parte dei quali raffigurano episodi della leggenda della neve.

La parte absidale, come s'è detto, fu realizzata durante il pontificato di Clemente X (1670-1676), da Carlo Rainaldi; egli modificò un progetto precedente di Gian Lorenzo Bernini e si ispirò all'architettura esterna della Cappella Paolina, opera di Flaminio Ponzio. Le statue poste sulla balaustra dell'abside furono eseguite da Francesco Fancelli (secolo XVII). Questa che potremo definire «facciata posteriore», preceduta da un imponente gradinata, si affaccia su Piazza Esquilino, al centro della quale si trova l'obelisco fatto innalzare da Sisto V nel 1587.

L'INTERNO


L'interno, lungo 85 metri, è maestoso. Le tre navate sono divise da 40 colonne con capitello ionico che sostengono direttamente la trabeazione, decorata con un fregio a mosaico del V secolo. Al di sopra di essa da notare, su entrambi i lati, i 36 mosaici raffiguranti "Storie di Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Giosuè". Furono eseguiti nel V secolo durante il pontificato di Sisto III e poi restaurati alla fine del '500.

Più in alto ancora, tra le grandi finestre centinate che danno luce alla navata, vi è una serie di affreschi del tardo manierismo, molto rimaneggiati, realizzati per volere del Cardinal Pinelli a partire dal 1593. Gli artisti che eseguirono queste opere non famose, ma abbastanza interessanti, non figurano tra gli esponenti più noti della pittura manierista. Tuttavia, alcuni di loro, come Giovan Battista Ricci, Orazio Gentileschi, Baldassarre Croce e Andrea Lilli, lavorarono a Roma per molti anni e le loro opere si trovano in diverse chiese.


Mosaico
Mosaico

Il soffitto ligneo a cassettoni della navata mediana, come s'è già accennato, fu costruito, probabilmente da Giuliano da Sangallo, durante il pontificato di Alessandro VI Borgia (1492-1503), il cui stemma campeggia fra i lacunari. Si dice che le preziose dorature che rivestono il legno furono realizzate con il primo oro giunto dall'America, donato dalla Regina Isabella di Castiglia.

Bellissimo il pavimento cosmatesco, in gran parte originale dell'epoca di Eugenio III (1145-1153), in parte restaurato nei secoli successivi. I nobili romani che avevano offerto una cospicua somma di danaro per la realizzazione del pavimento si chiamavano Giovanni e Scoto Paparoni; loro stessi a cavallo erano raffigurati in un riquadro a mosaico del pavimento, che andò perduto durante il restauro settecentesco del Fuga.

Da notare, all'inizio della navata mediana, due monumenti funebri: a destra il monumento di Clemente IX, realizzato da Carlo Rainaldi nel 1671; a sinistra il monumento di Niccolò IV, eretto ad opera di Domenico Fontana nel 1574.

La prima grande cappella che si apre nella navata di destra era detta anticamente cappella del Coro invernale; Flaminio Ponzio, nel 1605, la trasformò in battistero. Fu rimaneggiata nel 1825 da Giuseppe Valadier, il quale la dotò anche dell'enorme vascone di porfido rosso. A destra della porticina che conduce alla sacrestia, monumento di Odoardo Santarelli, il cui busto marmoreo fu scolpito nel 1640 da Alessandro Algardi.


Da visitare la Sacrestia dei Canonici con dipinti del Passignano (1608) nella volta e nelle lunette; a destra si apre una piccola cappella sul cui altare vi è un'annunciazione anch'essa opera del Passignano. Lo stesso artista affrescò anche la volta dell'Aula capitolare, un tempo « Stanza del lavamano » e la volta dell'attuale sacrestia, ove dipinse "Il riposo in Egitto" e la "Circoncisione". Dalla Cappella del Coro Invernale si accede anche alla cappella dedicata ai SS. Michele e Pietro in Vincoli; sulla volta plurirestaurata alcuni riconoscono, negli affreschi quattrocenteschi raffiguranti i quattro Evangelisti, la mano di Piero della Francesca.

Ritornando nella basilica, troviamo nella navata destra la Cappella delle Reliquie, progettata dal Fuga nel 1750; all'altare tela di Pompeo Batoni raffigurante l'Annunciazione (1740).

La Cappella Sistina
La Cappella Sistina


Segue la grandiosa Cappella Sistina, costruita durante il pontificato di Sisto V (1585-1590) da Domenico Fontana. Il papa, ancora prima dell'elezione al soglio pontificio aveva iniziato la costruzione di questa cappella, "in tali proporzioni scrive il Pastor che pareva una nuova grande chiesa". Furono usati pietre e marmi di recupero, tolti in parte a monumenti dell'antica Roma, in parte al vecchio Palazzo Lateranense allora in rovina. La cappella è a croce greca, rivestita con marmi e coperta da cupola decorata da pitture manieriste; queste furono eseguite da un gruppo di artisti diretti da Cesare Nebbia e Giovanni Guerra e grossolanamente restaurate nel secolo scorso. Al centro si trova l'enorme ciborio a forma di tempio costruito nel 1590 su progetto di Giovan Battista Ricci; sotto vi è il cosiddetto oratorio del Presepio, un'antica piccola cappella ideata nel 1289 da Arnolfo di Cambio. Precedentemente si trovava in fondo alla navata; fu trasportata fin qui tramite un apposito marchingegno progettato dal Fontana. Addossate alle pareti laterali da notare altre due opere realizzate su progetto di Domenico Fontana: a sinistra il sepolcro di Pio V (1566-1572), a destra quello di Sisto V, ambedue adorni di statue e bassorilievi. In fondo alla navata destra si trova il monumento funebre, in stile gotico, di Consalvo Rodriguez, eseguito da Giovanni di Cosma nei primi anni del secolo XIV.

Uscendo dalla cappella Sistina, da notare la semplice tomba della famiglia Bernini; qui è sepolto anche il grande Gian Lorenzo.


L'abside
L'abside


La cappella maggiore è preceduta dal grande arco trionfale rivestito dei mosaici dell'epoca di Sisto III; essi raffigurano scene della vita di Cristo. La calotta absidale è ornata di mosaici raffiguranti il "Trionfo di Maria", di epoca assai più tarda; furono eseguiti da Jacopo Torriti nel 1295. Nella parte inferiore dell'abside da notare i quattro bassorilievi, eseguiti probabilmente da Mino del Reame nel 1474, che un tempo ornavano l'antico ciborio. Quello attuale è invece opera del Fuga; l'urna di porfido dell'altare maggiore contiene reliquie di vari Santi. Sotto si apre la confessione, rifatta nel 1884 da Virginio Vespignani, nella quale è posta una triste statua di Pio IV eseguita nel 1880.

Cappella Paolina
Cappella Paolina


In fondo alla navata sinistra, proprio di fronte alla Cappella Sistina, si apre la Cappella Paolina, costruita nel 1611 da Flaminio Ponzio per volere di Paolo V (1605-1621). Anche questa è a croce greca coperta da cupola ed è rivestita di sfarzosi marmi. L'altare maggiore, riccamente adornato di marmi e pietre preziose, fu realizzato da Pompeo Targoni su disegno di Rainaldi. L'immagine della Vergine posta sull'altare è forse opera di un'artista bizantino (sec. XII-XIII).

In mezzo al timpano curvilineo spezzato dal ciborio, vi è un bassorilievo di Stefano Maderno raffigurante Papa Liberio che traccia sulla neve la pianta della basilica. Gli affreschi che ornano la grande lunetta sopra l'altare e i pennacchi della cupola sono del Cavalier d'Arpino. All'interno della cappella si trovano numerose altre sculture, bassorilievi e pitture (di Guido Reni e del Lanfranco), sulle quali non ci si sofferma.

Il sepolcro di Paolo V, a sinistra, e Clemente VIII (1592-1605), adornati di statue, furono eseguiti su disegni di Flaminio Ponzio. L'artista progettò anche la sacrestia della cappella Paolina, la quale fu poi decorata con pitture di Domenico Cresti detto il Passignano. In una stanza adiacente alla sacrestia è conservato un bel dipinto del Sodoma: "Il Cristo portacroce".

Nella cripta della cappella è sepolta, tra gli altri, la famosa Paolina Borghese Bonaparte, moglie del principe Camillo Borghese e sorella di Napoleone.


Discendendo la navata sinistra, entriamo nella bellissima Cappella Sforza, costruita tra il 1564 e il 1573, probabilmente su progetto di Michelangelo. Di classica struttura michelangiolesca, è a pianta ellittica coperta da volta a vela; le piccole absidi laterali sono fiancheggiate da colonne. Da notare le colonne poste d'angolo che sorreggono un elegante cornicione sagomato.

Dopo la Cappella Sforza, infine, procedendo verso l'uscita, si apre la Cappella Cesi, a pianta rettangolare, costruita nel 1550 da Guidetto Guidetti. Sull'altare: "Decollazione di S. Caterina d'Alessandria", dipinto del Sermoneta.

VISITA IN TRE DIMENSIONI


L'INTERNO




LA CAPPELLA SISTINA


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