La nascita del culto legato alla Madonna di Montenero si colloca nel 1345, precisamente il 15 maggio, festa di Pentecoste, quando, secondo la tradizione, un povero pastore claudicante scoprì l’immagine miracolosa della Vergine Maria nei pressi del greto del fiume Ardenzo. La zona, allora chiamata “monte del diavolo” per la sua fama di rifugio di briganti, era considerata pericolosa e oscura.
La leggenda racconta che la Vergine, attraverso una voce misteriosa, invitò il pastore a portare l’immagine sulla cima del colle di Montenero, cosa che egli fece nonostante la sua menomazione. Seguendo quel comando, il pastore raggiunse la vetta e qui avvenne la sua guarigione, evento ritenuto miracoloso e alla base del culto locale.
La critica storico-religiosa collega l’immagine a una rinascita di fervore devozionale sorta attorno agli anni 1341-1345 tra gli abitanti dell’allora piccolo borgo di pescatori che divenne Livorno, e sostiene che l’icona fu custodita e poi riemerse come simbolo di fede.
Dopo il ritrovamento dell’immagine, pellegrini cominciarono a giungere fin sulla collina, e con le offerte crescenti si avviarono i primi lavori lungo il percorso sacro. Il piccolo oratorio originale dedicato alla Madonna fu ampliato già alla fine del XIV secolo per accogliere i fedeli.
Nei secoli successivi il santuario fu affidato a diverse comunità religiose: inizialmente ai frati terziari, poi ai Gesuati tra il XV e il XVII secolo, e infine ai Teatini, che nel XVIII secolo ampliarono il complesso fino a conferirgli una pianta a croce latina e un atrio ovale riccamente decorato. Nel corso del XVIII e XIX secolo, dopo le asperità legate alla soppressione degli ordini religiosi, i Vallombrosani si assunsero la custodia del Santuario, che tuttora conserva questo incarico.
Nel 1818 papa Pio VII elevò il santuario al rango di “basilica minore”, riconoscendo ufficialmente la sua importanza nel culto mariano.
Nel corso della sua storia il santuario è stato legato a numerosi episodi che i fedeli hanno interpretato come grazie ottenute per intercessione della Vergine di Montenero. Uno degli eventi più ricordati risale al 1742, quando un violento terremoto scosse Livorno: l’immagine fu portata in città e, secondo la tradizione, la sua presenza fu interpretata come protezione per la popolazione, tanto che i livornesi promisero di digiunare ogni 27 gennaio in suo onore.
La Madonna di Montenero fu dichiarata “Mater Etruriae” (Madre dell’Etruria) da papa Pio XII il 15 maggio 1947, in virtù del suo ruolo di patrona e protettrice della Toscana, rafforzando ulteriormente il legame religioso e identitario con la regione.
Oltre alla chiesa stessa, il complesso del santuario comprende una vasta galleria di ex-voto, che riflette secoli di ringraziamenti dei fedeli per grazie ricevute: dipinti, fotografie, oggetti personali e testimonianze artistiche popolari raccontano storie di salvezze, guarigioni e protezioni.
La posizione panoramica del santuario e la sua atmosfera di raccoglimento spirituale continuano ad attirare pellegrini, fedeli e visitatori da tutto il mondo. Molti percorrono la storica funicolare di Montenero per raggiungere la cima del colle, trasformando l’ascesa in un percorso che unisce esperienza fisica e meditativa.