Santi Francesco e Giacinta Marto

Aggiungi ai preferiti
Santi Francesco e Giacinta Marto
Nome: Santi Francesco e Giacinta Marto
Titolo: Veggenti di Fatima
Ricorrenza: 13 maggio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Nella Cova da Iria, tramutata in uno stagno dalla pioggia incessante, s'erano radunate sin dalla sera prima sessantamila persone. Tre pastorelli, Lucia di Gesù di dieci anni, i suoi cuginetti, Francesco e Giacinta Marto, nove e sette anni, avevano annunciato che il 13 ottobre in quel luogo si sarebbe compiuto un grande prodigio. Analfabeti, i tre appartenevano a due modestissime famiglie di Aljustrel, minuscola frazione di Fatima. Il prodigio avrebbe dovuto apporre il sigillo di garanzia e di veridicità alle «visioni» che dicevano di avere il 13 di ogni mese. Appariva loro una giovane e bellissima Signora, vestita di bianco, librata sopra un leccio verdeggiante non più alto di un metro, accompagnata da un invisibile fruscio d'ali. Ed era stata la bianca Signora a promettere: «Il 13 ottobre farò un grande miracolo perché tutti possano credere».

La prima apparizione era avvenuta il 13 maggio nella Cova da Iria. La Signora si era presentata così ai piccoli che la fissavano attoniti: «Vengo dal cielo. Venite qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13. Poi vi dirò chi sono». Era iniziata per Lucia, Francesco e Giacinta l'esaltante, e terribile, avventura che avrebbe segnato la loro giovanissima vita: le consolanti visioni della dolce Signora; i suoi inviti a pregare il rosario e a mortificarsi per i peccatori che offendevano il cuore di Gesù e della Madonna e destinati all'inferno se non si convertivano (era il motivo ricorrente di ogni incontro); le confidenze di inquietanti segreti che preannunciavano cose «terribili»...

Ma non mancarono anche il sospetto e l'ostilità dei miscredenti («Sono piccoli imbroglioni, esaltati», dicevano) e delle autorità civili che mal sopportavano quelle astruse novità, quegli inopportuni assembramenti nel luogo delle presunte apparizioni che turbavano la quiete pubblica. Ci fu anche l'ostilità di qualche burbero prevosto che ritenne di dover andare oltre la tradizionale prudenza della chiesa, che in queste faccende -giustamente - è solita procedere con i piedi di piombo. Gli uni e gli altri non furono teneri con i tre «sospettati», tenuti persino per una notte nella buia e fredda cella di una prigione per convincerli a dire che si erano inventati tutto. A tutto questo si aggiunse la ruvidezza dei genitori che temevano di finire male per tutto il trambusto sorto a causa dei loro figli...

Sessantamila erano dunque quel 13 ottobre nell'acquitrino di Cova da Iria, sotto un cielo plumbeo che rovesciava acqua a torrenti. C'erano credenti e miscredenti, gente venuta dai campi e dalla città, analfabeti e uomini di scienza, liberi pensatori e giornalisti inviati persino da agenzie d'oltreoceano. Tutti a cercare conferma alle proprie opinioni sui fatti che avevano diviso il paese.

La Signora aveva detto a mezzogiorno. E un po' prima dell'ora prevista, accompagnati dalle mamme, arrivarono i tre veggenti. Lucia invitò tutti a chiudere gli ombrelli. E tutti li chiusero benché la pioggia continuasse a scrosciare. La piccola intono il rosario e a mezzogiorno la Signora riapparve. Sarebbe stata l'ultima volta. «Sono la Madonna del rosario - disse ai veggenti -. Voglio che facciate qui una cappella in mio onore».

Nel 1917 l'Europa stava vivendo la tragedia del primo conflitto mondiale e la Madonna assicurò: «La guerra finirà e i so dati torneranno presto alle loro case». A un certo punto Luci con un dito indicò il cielo. Tutti alzarono gli occhi e all'improvviso cessò di piovere e squarciando le fitte nubi, apparve il disc solare simile a una ruota che proiettava in ogni direzione fast di luce d'ogni colore che accendevano le nubi, gli alberi, la terra e si riverberavano sulla folla, abbagliandola. La cosa si ripeté per tre volte. E la gente, attonita, pregava, si batteva il petto chiedendo perdono per i propri peccati.

Mentre il sole danzava, i pastorelli rividero la Madonna tra le nuvole con accanto san Giuseppe e Gesù Bambino benedicente. La «danza del sole» era per la gente, perché vedesse e vedendo credesse e credendo diffondesse tra chi non c'era la notizia del prodigio, ma anche che la. Madonna era venuta davvero a portare agli uomini un messaggio di misericordia e di salvezza. Del fatto insolito si occupò lungamente anche la stampa, non solo locale. Finito lo «spettacolo», i veggenti faticarono a raggiungere la casa: Giacinta piangente fu trasportata in braccio da un conoscente; Lucia, issata sulle spalle di un robusto paesano, fu sottratta a forza alla gente che le strappava brandelli di vestito, tagliava ciocche di capelli per tenerle come reliquie. Solo Francesco riuscì a sgusciare indenne tra la folla.

Tutti li volevano vedere, farsi raccontare che cosa avevano visto, che cosa aveva detto la Madonna, supplicarli di pregare per questo o quell'altro ammalato. Nei giorni seguenti davanti alle loro case la processione dei curiosi e dei devoti era incessante. I tre per un po' stettero al gioco, mostrandosi e raccontando, ma poi, sgomenti per l'ammirazione, le lodi che la gente tributava loro, cominciarono a sparire per tempi sempre più prolungati. Si nascondevano in una grotta fonda e buia, nascosta tra i cespugli per poter continuare a recitare il rosario, a dire le preghiere che un angelo durante le apparizioni aveva loro insegnato, a fare sacrifici per la conversione dei peccatori.

Francesco e Giacinta sono stati proclamati beati il 13 maggio del 2000 da Giovanni Paolo II che con Fatima ha sempre avuto un legame particolare: attribuiva a un miracolo della Madonna l'essere sopravvissuto all'attentato di piazza San Pietro. Lucia è invece sopravvissuta ai due cugini fino al febbraio 2005.

Prima delle apparizioni i tre bambini non avevano nulla di speciale. Erano solo tre bambini, poveri e pastorelli: categoria che la Madonna pare privilegiare quando si tratta di apparire per trasmettere agli uomini qualche importante messaggio. Non erano mai andati a scuola, ma avevano conosciuto assai presto la fatica del lavoro. Però erano buoni: la loro semplicità e una buona educazione religiosa avevano reso in loro un fatto naturale la presenza di Dio, il rivolgersi confidenzialmente a lui nella preghiera, cosa che facevano spesso. Probabilmente come migliaia di altri bambini in Portogallo e altrove. Perché poi siano stati scelti per un'esperienza così intensa e rara, fa parte dei misteriosi disegni che Dio ha per ognuno.

La Madonna non ha fatto che accentuare e arricchire di nuovi contenuti la loro esperienza già impregnata di sacro: aveva detto loro di pregare, e loro ce la misero tutta, con uno slancio che solo i bambini hanno. 11 rosario ogni giorno, più volte al giorno, le visite in chiesa a «Gesù nascosto», i sacrifici e i digiuni per i peccatori diventarono gli appuntamenti più attesi delle loro giornate, espressione di una vita integra, senza sbavature.

Tutto questo, per Francesco e Giacinta durò poco. La bianca Signora aveva fatto loro una promessa: «Verrò presto a prendervi». I piccoli lo sapevano e vivevano nell'attesa. La Signora aveva anche detto che Francesco per essere accolto in paradiso avrebbe dovuto dire molti rosari. E lui obbedì. Ogni volta che poteva si appartava (amava pregare da solo) a far scorrere tra le dita i grani del rosario. Qualche volta alla scuola, che aveva iniziato a frequentare, preferiva la chiesa. «Va' tu a scuola - diceva a Lucia -, passa dopo a prendermi, tanto non mi serve imparare, se fra poco dovrò morire». E si infilava in chiesa a pregare «Gesù nascosto».

La fine venne davvero presto. Pianti i morti della grande guerra, la gente si rimise in lutto per le vittime di una terribile epidemia, la febbre spagnola. Il 23 dicembre 1918 anche Francesco e Giacinta ne furono colpiti. Per Francesco tutto si compì in pochi mesi, il 4 aprile dell'anno seguente, a soli undici anni, andava a rivedere la Madonna.

Più tormentata la fine di Giacinta, un vero calvario, che sopportò con grande forza d'animo, nonostante la paura e le angosce, «per la conversione dei peccatori e per riparare gli oltraggi che si fanno al cuore immacolato di Maria». La pleurite purulenta, conseguenza della febbre spagnola, l'aveva costretta per due mesi all'ospedale. Aveva sofferto molto la lontananza dai genitori, dagli amici. Anzi, la prospettiva di morire da sola in ospedale la terrorizzava. E sarà proprio da un ospedale di Lisbona che Giacinta spiccherà il volo per andare a rivedere per sempre la bianca Signora. Ve l'avevano portata su indicazione di un celebre medico, il dottor Lisboa, che sperava di salvarla con un intervento chirurgico. La partenza era stata uno strazio. La piccola era rimasta a lungo aggrappata al collo di Lucia, che le era sempre stata accanto raccogliendo le confidenze, le paure, gli slanci di generosità della cuginetta, asciugandole le lacrime. L'intervento chirurgico, molto doloroso perché non fu possibile per la sua estrema debolezza farle l'anestesia totale, fu inutile. La sera del 20 febbraio 1920 la Madonna era andata a prendersela. Come aveva promesso. Tra le confidenze di Giacinta a Lucia, ci fu anche questa: «Penso alla guerra che deve venire... Morrà tanta gente e tanta andrà all'inferno. Vi saranno tante case distrutte e tanti sacerdoti morti. Se desistessero dall'offendere il Signore, la guerra non verrebbe». Poi ci sono state la guerra civile in Spagna e la seconda guerra mondiale. Il messaggio di Fatima è chiaro. I guai gli uomini se li procurano da soli. Convertiamoci, mutiamo vita tutti e un nuovo millennio di pace è assicurato.

La cappellina che la Madonna aveva chiesto per sé è diventata uno dei grandi e frequentati santuari mariani. Il prodigio, non del sole che danza, ma di tanti che lì trovano conforto e occasione per ravvedersi e iniziare una vita nuova nel segno dell'amore di Dio, si avvera ogni giorno.

Lascia un pensiero a Santi Francesco e Giacinta Marto

Segui il santo del giorno:

Mostra santi del giorno:
Mostra santi
Usa il calendario:
Oggi 17 luglio si venera:

Sant' Alessio
Sant' Alessio
Mendicante
Santo Alesso fu figliuolo d'un nobilissimo uomo di Roma, il quale aveva nome Eufemiano, ed era il maggiore che visse nella corte dello Imperatore; Eufemiano uomo di tanta di tanta ricchezza e di tanta...
Altri santi di oggi
Domani 18 luglio si venera:

San Federico di Utrecht
San Federico di Utrecht
Vescovo
Federico fu vescovo di Utrecht dall'820 circa alla morte. Nipote del re dei Frisi Radbodo, fu ordinato prete della diocesi di Utrecht e fu incaricato dell'educazione dei catecumeni: succedette nell'episcopato...
Altri santi di domani
newsletter

Iscriviti
Oggi 17 luglio nasceva:

Sant' Ursmaro
Sant' Ursmaro
Vescovo-abate di Lobbes
Intorno al 689 l'abbazia di Lobbes nell'attuale Belgio, fondata nella prima parte dello stesso secolo da S. Landelino (15 giu.), fu affidata alle cure di Ursmaro, forse già vescovo o più probabilmente...
Oggi 17 luglio tornava alla Casa del Padre:

Santa Edvige
Santa Edvige
Regina di Polonia
Edvige, nata nel 1374, figlia di Ludovico d'Angiò, re d'Ungheria e Polonia, e di Elisabetta di Bosnia, aveva appena un anno quando fu promessa in sposa a Guglielmo, erede degli Asburgo al Granducato d'Austria...
Altri santi morti oggi
Oggi 17 luglio si recita la novena a:

- San Cristoforo
I. Glorioso s. Cristoforo, che, appena convertito alla fede, vi applicaste con uno zelo instancabile a spargere nei popoli della Licia la luce della verità, o carcerato per la causa di Gesù...
- San Giacomo il Maggiore
I. O glorioso s. Giacomo, che per le vostra purità e poi vostro zelo meritaste di essere da Gesù Cristo, non solo sollevato al grado di apostolo, ma tra gli apostoli stessi privilegiato delle...
- Santi Anna e Gioacchino
O gloriosa madre di Maria, sant'Anna, per quell'invitta pazienza con cui tollerasti la tua penosa sterilità, ottieni a noi pure una costante rassegnazione in tutti i travagli di questa vita. Gloria al...
- Santa Maria Maddalena
I. O modello dei penitenti, gloriosa Maddalena, che, tocca appena dalla grazia, rinunciaste subitamente a tutti i piaceri del mondo per consacrarvi all’amore di Gesù Cristo, otteneteci, vi preghiamo, la...
- Sant' Anna
Gloriosa sant'Anna, madre di Maria e nonna di Gesù, hai condiviso il destino dei santi nella luce di Dio e sei potentissima nel cuore di tuo Nipote. Egli è venuto sulla terra per annunciare ai poveri la...
- San Charbel Makhluf
O amatissimo padre Charbel che risplendi nel cielo della Chiesa come una stella fiammeggiante, rischiara il mio cammino e fortifica la mia speranza. Per mezzo tuo chiedo questa grazia (nominare). Ti prego...
- Madonna del Carmine
O Vergine Maria. che ci hai beneficato con il dono del santo Scapolare, distintivo dei tuoi figli di predilezione, noi ti benediciamo per questo tuo dono e ti chiediamo la grazia di esserne sempre degni...
Le preghiere di oggi 17 luglio:

PREGHIERA AL MATTINO Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode, O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco. Di te ha sete l'anima mia, come terra deserta...
Preghiera a Sant' Alessio Glorioso Sant'Alessio, tu che hai ricevuto il potere di eliminare tutto il male che circonda il Signore, ti chiedo di allontanare da me i miei nemici...
BUONA NOTTE Buona notte, Madonna mia; tu sei la Mamma mia: Immacolata Concezione dammi la santa benedizione: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo...
Disattiva la pubblicità