Il Santuario del Corpus Domini, conosciuto a Bologna anche come “Chiesa della Santa”, è uno dei luoghi di culto più venerati della città perché custodisce il corpo incorrotto di Santa Caterina da Bologna, fondatrice del monastero delle clarisse che sorge accanto alla chiesa. Il complesso si trova nel centro storico di Bologna, in via Tagliapietre, ed è formato dalla chiesa, dal monastero e da vari ambienti collegati alla vita della santa.
La storia del santuario è strettamente legata alla figura di Caterina de’ Vigri. Nel 1456 la santa fondò a Bologna il primo monastero di clarisse della città, stabilendosi con le consorelle nell’antico monastero di San Cristoforo delle Muratelle, donato dal cardinale Bessarione. Dopo la sua morte nel 1463 la devozione popolare crebbe rapidamente e numerosi fedeli iniziarono a recarsi nel monastero per venerarne la memoria.
Per accogliere il crescente afflusso di pellegrini venne costruita una nuova chiesa, edificata tra il 1477 e il 1480 dagli architetti Nicolò Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza. Dell’edificio quattrocentesco si conserva ancora la facciata rinascimentale, caratterizzata da un elegante portale in terracotta attribuito allo scultore Sperandio da Mantova.
Nel 1687 la chiesa venne profondamente trasformata dall’architetto Giovanni Giacomo Monti, che ampliò l’edificio e ne rinnovò l’interno secondo il gusto barocco. In questa occasione furono realizzate nuove decorazioni in stucco e importanti cicli pittorici affidati ad artisti bolognesi, tra i quali Marcantonio Franceschini, Luigi Quaini ed Enrico Haffner.
Il santuario subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale. Il 5 ottobre 1943 i bombardamenti colpirono l’area circostante distruggendo parte delle strutture e delle decorazioni interne. Dopo la guerra l’edificio fu restaurato e riaperto al culto nel 1949.
L’interno della chiesa è a navata unica con cappelle laterali ornate da dipinti e stucchi barocchi. Tra le opere più significative si trovano dipinti di Lodovico Carracci e di Marcantonio Franceschini, oltre alle decorazioni in stucco realizzate dallo scultore Giuseppe Maria Mazza. Nella chiesa si trovano anche le sepolture di importanti personaggi bolognesi, tra cui il fisico Luigi Galvani e la scienziata Laura Bassi.
Il luogo più venerato del santuario è la cappella che custodisce il corpo di Santa Caterina da Bologna. La reliquia si trova in un ambiente collegato alla seconda cappella a sinistra della navata, dove è stato allestito il cosiddetto Museo della Santa. Qui sono conservati manoscritti delle sue opere spirituali, miniature dipinte dalla stessa Caterina e diversi oggetti legati alla sua vita monastica.
Il corpo della santa è esposto seduto su un seggio e vestito con l’abito delle clarisse. Questa forma di esposizione risale ai decenni successivi alla sua morte e venne adottata per permettere ai fedeli di vedere la reliquia e venerarla più facilmente. Ancora oggi il santuario è una meta di pellegrinaggio molto frequentata, soprattutto durante le celebrazioni dedicate alla santa nel mese di marzo.