San Pier Ggiorgio Frassati

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San Pier Ggiorgio Frassati
Nome: San Pier Ggiorgio Frassati
Titolo: Terziario domenicano
Nascita: 1901, Torino
Morte: 1925, Torino
Ricorrenza: 4 luglio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
20 maggio 1990, Roma, papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione:
7 settembre 2025
Fa parte di:Santi del Piemonte


Pier Giorgio Frassati nacque a Torino nel 1901: il padre Alfredo, senatore del Regno d’Italia, fondatore e direttore del famoso quotidiano La Stampa, fu ambasciatore a Berlino, mentre la madre si chiamava Adelaide Ametis.

Studiò presso i gesuiti, poi frequentò il corso di ingegneria industriale e meccanica al Politecnico di Torino, specializzandosi in estrazioni minerarie.

Nel 1919 si unì a un gruppo di studenti della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.), movimento studentesco fondato alla fine del XIX secolo, un ramo importante dell’Azione Cattolica, che aveva tra i suoi scopi la formazione di un’élite di laici, e che divenne il centro del pensiero e della propaganda antifascista.

Diventò anche membro del Partito Popolare Italiano, propendendo per l’ala sinistra del movimento, favorendo un’alleanza con i socialisti e contribuendo alla fondazione di un giornale di sinistra, Il Pensiero Popolare, nel 1923. Fu arrestato nel 1921 durante il congresso della Gioventù Cattolica a Roma, e nel 1924 fu vittima della violenza fascista.

Viaggiò all’estero, specialmente in Germania, dopo che suo padre era diventato ambasciatore in questa nazione, ed ebbe contatti con il movimento internazionale conosciuto come Pax Romana, frequentandone il primo congresso annuale a Ravenna nel 1921.

Si fece coinvolgere nelle lotte politiche per il controllo del movimento studentesco all’Università di Torino, e lo troviamo una seconda volta come collaboratore dei socialisti nella causa antifascista. Dopo l’assassinio di Matteotti nel 1924, s’iscrisse all’Alleanza Universitaria Antifascista.

Allo stesso tempo Pier Giorgio fu membro attivo di diverse congregazioni e associazioni religiose: si unì alla Confraternita del Rosario nel 1919 e al gruppo di studenti universitari della Adorazione Notturna del SS. Sacramento l’anno seguente.

Divenne terziario domenicano nel 1922 con il nome di Girolamo, forse in memoria del riformatore fiorentino domenicano Girolamo Savonarola, arso sul rogo nel XV secolo. Era anche membro dell’Associazione San Vincenzo de’ Paoli, e forse, visitando i malati, contrasse una forma virale di poliomielite, dato che morì improvvisamente nel luglio 1925.

Il suo funerale fu degno di nota per il gran numero di poveri che vi parteciparono; fu sepolto a Pollone, vicino a Vercelli, luogo d’origine della sua famiglia.

La sua profonda spiritualità e le sue ardenti convinzioni politiche non erano subito evidenti in quella personalità tranquilla, estroversa e calorosa. Appassionato di montagna e sportivo, ebbe un ruolo importante nella vita studentesca.

Era intransigente quando doveva difendere la sua fede, si trattasse dell’importanza della democrazia o della verità della dottrina cattolica. La sua attività politica era motivata dalla fede: desiderava riformare lo stato in base a principi veramente cristiani, primo fra tutti la fede nell’importanza di ogni essere umano in quanto individuo amato da Dio e redento da Cristo.

Nonostante la brevità della sua vita, fu un modello esemplare di vita laica vissuta appieno e ispirata da una spiritualità personale, che includeva necessariamente un interesse attivo per il bene degli altri.

Uno dei suoi insegnanti, il prof. Cojazzi, ha scritto una vivace biografia di lui poco dopo la sua morte, e ciò ha contribuito a farlo conoscere diffusamente (ne sono state vendute più di centomila copie ed è stata tradotta in quindici lingue, incluso il cinese e il giapponese).

Molti gruppi studenteschi universitari si sono ispirati al suo esempio e hanno scelto il suo nome per il loro titolo.

La sua causa di beatificazione è stata presentata nella diocesi di Torino nella metà degli anni Trenta, e Frassati è stato beatificato nel 1990 e canonizzato il 7 settembre da Papa Leone XIV.

In quest’occasione, il papa ha parlato della fede e della carità come le forze che hanno dato significato alla sua vita e che gli hanno permesso di assumere un ruolo attivo, energico nella famiglia, a scuola e all’università, e nella società a un livello più alto, trasformandolo in un apostolo di Cristo gioioso ed entusiasta, appassionato seguace del messaggio d’amore di Nostro Signore.

Secondo il papa, Pier Giorgio ha seguito il monito di Pietro:

«[...] adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1 Pt 3, 15).

MARTIROLOGIO ROMANO. A Torino, beato Piergiorgio Frassati, che, giovane militante in associazioni del laicato cattolico, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati, finché morì colpito da paralisi fulminante.

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