Domenico Jędrzejewski, in polacco Dominik Jędrzejewski, nacque il 4 agosto 1886 a Kowal, nella regione di Cuiavia, in Polonia. Era il più giovane di sei figli. Iniziňialmente si orientò verso gli studi pedagogici, pensando di dedicare la propria vita all'insegnamento, ma maturò progressivamente la vocazione sacerdotale e decise di entrare nel seminario della diocesi di Włocławek.
Fu ordinato sacerdote il 18 giugno 1911. Nei primi anni del suo ministero prestò servizio in diverse parrocchie, tra cui Zadzim, Poczesna e Kalisz. Fin dall'inizio dimostrò una particolare attenzione all'educazione e alla formazione dei giovani.
Accanto all'attività pastorale, padre Domenico si dedicò all'insegnamento. Lavorò come prefetto e educatore in un istituto scolastico a Turek e svolse anche il ministero di cappellano delle carceri. Era inoltre impegnato in attività sociali e caritative, cercando di assistere le persone più fragili e di accompagnare spiritualmente i giovani.
La sua salute, tuttavia, era piuttosto fragile. Nel 1925, proprio per motivi di salute, lasciò l'insegnamento e venne destinato alla cura pastorale della piccola parrocchia di Kokanin. Dopo un periodo di recupero, nel 1928 divenne parroco di Gosławice, dove rimase fino all'arresto durante l'occupazione nazista.
Con l'invasione della Polonia e l'inizio della Seconda guerra mondiale, la Chiesa cattolica polacca fu sottoposta a una dura persecuzione. Sacerdoti, religiosi e laici impegnati furono arrestati, deportati e rinchiusi nei campi di concentramento.
Il 26 agosto 1940 padre Domenico Jędrzejewski fu arrestato dalle autorità tedesche. Dopo un periodo di detenzione nel campo di transito di Szczeglin, fu deportato nel campo di concentramento di Sachsenhausen. Il 14 dicembre 1940 venne infine trasferito a Dachau, uno dei principali luoghi di prigionia per il clero cattolico proveniente dai territori occupati.
Nel campo di concentramento padre Domenico fu sottoposto alle durissime condizioni di vita imposte ai prigionieri: fame, lavoro forzato, malattie e continue privazioni. Nonostante la debolezza fisica, cercò di conservare serenità e fiducia, offrendo sostegno spirituale agli altri detenuti.
Secondo diverse testimonianze, quando le sue condizioni peggiorarono gravemente, gli sarebbe stata offerta la possibilità di ottenere la libertà rinunciando formalmente al sacerdozio. Padre Domenico rifiutò. Continuò a sopportare le sofferenze della prigionia fino a quando l'esaurimento e la fame lo portarono alla morte.
Il Beato Domenico Jędrzejewski morì a Dachau il 29 agosto 1942, all'età di cinquantasei anni. Le fonti ufficiali della Santa Sede lo ricordano tra i sacerdoti polacchi morti nel campo durante la persecuzione nazista. Alcune testimonianze riferiscono che, ormai allo stremo delle forze, offrì spiritualmente la propria vita per i fedeli della sua parrocchia.
La Chiesa ha riconosciuto il suo sacrificio come testimonianza di fedeltà alla fede. Il 13 giugno 1999, durante una celebrazione a Varsavia, San Giovanni Paolo II lo proclamò Beato insieme ad altri uomini e donne vittime della persecuzione nazista, nel gruppo dei 108 martiri polacchi della Seconda guerra mondiale.
La memoria individuale del Beato Domenico Jędrzejewski ricorre il 29 agosto, anniversario della sua morte a Dachau. Nella Chiesa polacca è inoltre ricordato insieme al gruppo dei 108 martiri della Seconda guerra mondiale, la cui memoria comune è celebrata il 12 giugno.
La vita del Beato Domenico Jędrzejewski unisce ministero sacerdotale, impegno educativo e servizio ai giovani. La sua testimonianza raggiunse il momento più drammatico durante la prigionia nei campi nazisti, dove, nonostante la sofferenza e la possibilità di rinnegare il proprio stato sacerdotale, rimase fedele alla sua vocazione.
Per questo è ricordato come uno dei numerosi sacerdoti polacchi che, durante la persecuzione della Seconda guerra mondiale, trasformarono la propria sofferenza in una testimonianza di fede, fino alla morte nel campo di concentramento di Dachau.