Sancia Szymkowiak, al secolo Janina Szymkowiak, nacque il 10 luglio 1910 a Możdżanów, nei pressi di Ostrów Wielkopolski, in Polonia. Era la più giovane di cinque figli e l'unica figlia femmina di Agostino Szymkowiak e Maria Duchalska. Crebbe in una famiglia benestante e profondamente cristiana, dalla quale ricevette una solida educazione religiosa e morale.
Fin dalla giovinezza si distinse per il carattere sereno, la semplicità e l'attenzione verso gli altri. Dopo gli studi superiori, nel 1929 si iscrisse all'Università di Poznań, dove studiò lingue e letterature straniere. Durante gli anni universitari partecipò attivamente al Sodalizio Mariano e si dedicò ad attività apostoliche e caritative, mostrando una particolare sensibilità verso i poveri e le persone più fragili.
Janina maturò progressivamente il desiderio di consacrarsi completamente a Dio. Nell'estate del 1934, durante un pellegrinaggio al santuario di Lourdes, prese una decisione destinata a cambiare definitivamente la sua vita: volle abbandonarsi totalmente alla volontà di Dio e affidarsi alla Vergine Maria.
Dopo un primo periodo trascorso in Francia presso una comunità religiosa, nel giugno 1936 entrò a Poznań nella Congregazione delle Figlie della Beata Vergine Maria Addolorata, conosciute anche come Suore Serafiche. Entrando nella vita religiosa assunse il nome di Maria Sancia.
La vita di suor Sancia non fu caratterizzata da eventi straordinari esteriormente visibili. Si impegnò soprattutto nell'osservanza della regola, nella preghiera e nello svolgimento dei servizi più semplici e umili richiesti dalla vita comunitaria.
Proprio in questa quotidianità maturò la sua profonda spiritualità. Il suo ideale era quello di aderire completamente alla volontà di Dio, anche attraverso i piccoli sacrifici e le difficoltà di ogni giorno. Desiderava una santità vissuta senza clamore, nell'umiltà e nel dono di sé.
Il 30 luglio 1938 suor Sancia pronunciò i suoi primi voti religiosi. Dopo la professione lavorò anche in una scuola materna di Poznań-Naramowice e iniziò studi di farmacologia, che non poté però portare a termine a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale.
La sua vita religiosa fu quindi presto segnata dagli eventi drammatici che colpirono la Polonia dopo l'invasione tedesca del settembre 1939.
Durante l'occupazione tedesca di Poznań, la comunità religiosa subì pesanti restrizioni e le suore furono costrette a svolgere lavori particolarmente duri. Il convento ospitò anche soldati tedeschi e prigionieri di guerra francesi e inglesi.
Grazie alla sua conoscenza delle lingue, suor Sancia poté svolgere il compito di traduttrice e assistere i prigionieri. Nonostante le difficoltà, cercava di portare conforto e speranza a quanti incontrava. I prigionieri francesi e inglesi arrivarono a chiamarla «angelo di bontà» e «santa Sancia», riconoscendo in lei una presenza di gentilezza e consolazione in un periodo segnato dalla guerra e dalla sofferenza.
Nel 1940, quando la persecuzione religiosa divenne più dura, suor Sancia ebbe la possibilità di lasciare il convento e tornare dalla propria famiglia, dove sarebbe stata maggiormente al sicuro. Scelse tuttavia di rimanere accanto alle altre religiose e alle persone affidate alle sue cure.
Continuò così a sottoporsi ai pesanti lavori imposti dalle autorità occupanti, cercando di trasformare anche la sofferenza in un servizio agli altri. La sua scelta di restare fu espressione della convinzione che il suo posto fosse accanto alle persone che avevano bisogno di sostegno e conforto.
Le fatiche, le privazioni e le difficili condizioni di vita comprometterono gravemente la sua salute. Suor Sancia si ammalò di una grave forma di tubercolosi della laringe, ma affrontò la malattia con serenità e con un profondo spirito di abbandono alla volontà di Dio.
Nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni, riuscì a pronunciare i voti perpetui il 6 luglio 1942. Per lei questo momento rappresentò il compimento della consacrazione religiosa desiderata fin dalla giovinezza.
La Beata Sancia Szymkowiak morì a Poznań il 29 agosto 1942, all'età di appena trentadue anni. La sua morte avvenne poco più di un mese dopo la professione dei voti perpetui. La Chiesa ricorda la sua esistenza come un esempio di accettazione cristiana della sofferenza e di servizio generoso verso il prossimo.
La fama di santità di suor Sancia continuò a crescere negli anni successivi alla sua morte. Il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione fu promulgato nel 2002, aprendo la strada alla beatificazione.
Fu proclamata Beata da San Giovanni Paolo II il 18 agosto 2002, durante una solenne celebrazione nel Parco di Błonie, a Cracovia, insieme ad altri beati polacchi.
La memoria liturgica della Beata Sancia Szymkowiak ricorre il 29 agosto, anniversario della sua morte.
La figura della Beata Sancia Szymkowiak rappresenta un esempio di santità vissuta nella semplicità della vita quotidiana. Studentessa universitaria, religiosa, educatrice e assistente dei prigionieri durante la guerra, non cercò mai ruoli di prestigio o riconoscimenti.
Il tratto più caratteristico della sua testimonianza fu la capacità di trasformare ogni circostanza, anche la più dolorosa, in un'occasione di servizio. La sua vita rimane così legata alla preghiera, all'umiltà, alla carità verso i sofferenti e alla piena fiducia nella volontà di Dio, vissute fino alla morte in un periodo tra i più drammatici della storia della Polonia.