II Duomo di Sant'Andrea si affaccia sulla principale piazza di Amalfi dall'alto di una superba e suggestiva scala. Fu fondato nel X secolo, ampliato nel 987, rifatto nel 1203 in forme arabo-normanne di provenienza siciliana, rimaneggiato nel 1526, 1566 e 1691, e infine ricostruito agli inizi del XVIII secolo.
L'esterno
La facciata, dalle forme e dai colori vivaci, è stata rimaneggiata in diverse epoche. Infatti, quando fu tolta la veste barocca, vennero fuori i lineamenti della facciata medievale del XXI secolo, attualmente ornata da tarsie marmoree, che rievocano motivi ornamentali di derivazione bizantina, araba e normanna. Dopo il crollo del 1861, fu riedificata su progetto di Errico Alvino; il mosaico del timpano, disegnato da Domenico Morelli, raffigura Cristo in trono.
A sinistra della facciata si ammira il campanile, che risale alla primitiva Cattedrale medievale. È a due piani con coronamento arabeggiante e rivestimento di embrici maiolicati gialli e verdi.
Alla chiesa si accede tramite un atrio gotico, sul quale si aprono le porte di bronzo, lavorate a Costantinopoli, nel 1060, da Simone di Siria, per volere di Pantaleone di Mauro Comite, capo della locale comunità amalfitana.
L'interno
L'interno è a croce latina a tre navate, scandite da una fuga di venti pilastri, che racchiudono le antiche colonne. Ciò che colpisce subito è il soffitto a cassettoni dorati, realizzato nel XVIII secolo da Francesco Gori con grandi tele di Andrea d'Asti. Nella zona centrale del transetto è posto un sarcofago marmoreo adattato ad altare. Nell'abside, una tela raffigura Il martirio di Sant'Andrea. Fra il transetto e la navata destra è il magnifico monumento sepolcrale in marmo dell'arcivescovo Andrea d'Acunto, degli inizi del XVI secolo. L'antica vasca del fonte battesimale, che è nella prima cappella della navata sinistra, è in porfido rosso egiziano.
La cripta
Alla cripta si accede tramite due scale marmoree aperte nelle navate laterali. Fu costruita a spese del patrizio amalfitano Card. Pietro Capuano agli inizi del XIII secolo per accogliere le reliquie dell'apostolo Sant'Andrea, qui trasferite da Patrasso, ma fu rimaneggiata agli inizi del XVIII secolo. È a due navate con volte a crociera di sesto acuto, poggiate su quattro colonne incorporate poi in pilastri rivestiti di marmo. Gli affreschi delle volte riproducono Episodi della passione di Cristo, eseguiti da Vincenzo Dipino di Scala nel 1603; alle pareti, i dipinti sono attribuiti a Belisario Corenzio e Aniello Falcone. Maestosa solennità ha l'altare maggiore, con la bellissima statua di bronzo di Sant'Andrea, eseguita nel 1604 da Michelangelo Naccherino, dono di Filippo III di Spagna. Le statue in marmo di San Lorenzo e di Santo Stefano, che si trovano nelle nicchie laterali dell'altare, sono opera di Pietro Bernini, il quale vi ha infuso la severa compostezza degli ideali controriformistici di santità. Sotto l'altare vi sono le reliquie di Sant'Andrea, conservate in un paliotto d'argento del 1713, opera di Lorenzo Cavaliere.
L'altare
Sull'atrio del Duomo si apre la prima Cattedrale di Amalfi, la Basilica del Crocifisso, costruita nel VI secolo e oggi sede di un pregevole museo diocesano. Gli ambienti interni, ristrutturati nel XVI secolo, hanno volta a botte lunettata, alleggerita lateralmente dalla mancanza di cappelle, sostituite da altari laterali. Una serie di colonne separano la navata centrale da quella laterale e sorreggono il matroneo; bellissimi gli affreschi recuperati. Oggi la Basilica si compone di due navate, ma in età medievale ve ne era una terza, in seguito demolita per fare posto all'adiacente chiostro del Paradiso.
Il chiostro
Il chiostro fu costruito nel 1266 dall'arcivescovo di Amalfi Filippo Augustariccio per destinarlo a luogo di sepoltura degli amalfitani illustri; abbandonato nel XVII secolo, fu recuperato solo agli inizi del Novecento. Mostra un aspetto leggiadro ed elegante, di sicura influenza araba, soprattutto nelle bianche e sottili colonnine binate, che sorreggono archi fortemente acuti e intrecciati. Vi si conservano diversi sarcofagi romani e frammenti dell'antica facciata del Duomo; un affresco raffigurante la Crocifissione, eseguito intorno al 1330, è attribuito a Roberto Oderisi.
ORARI
ingresso di 3 euro tranne durante le funzioni
da marzo a giugno dalle 9.00 alle 18.45 da luglio a settembre dalle 9.00 alle 19.45. da novembre a febbraio dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 16.30.
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