Idulfo nacque forse a Regensburg in Baviera, e, secondo alcuni resoconti, fu abate del monastero francese di Saint-Dié prima di essere consacrato vescovo di Treviri nel 666 circa. La sua relazione con la Francia è improbabile e probabilmente non fu un vescovo diocesano, ma un chorepiscopus annesso al monastero di Saint-Maximin a Treviri, un tipo di vescovo comune nelle zone missionarie della Germania nell'vili secolo, dove svolgeva un ruolo importante nell'evangelizzazione del paese.
A un certo punto, Idulfo si sentì chiamato a uno stile di vita più solitario, perciò si ritirò sulle montagne dei Vosgi per vivere come un eremita, e subito dopo, nel 676 circa, istituì un monastero a Moyenmofttier, così chiamato perché era situato tra un certo numero di monasteri che formavano una croce (moyen significa "in mezzo"; moustier "monastero").
All'inizio seguì una regola che era il risultato della fusione di quella di S. Benedetto (11 lug.) e di quella redatta da S. Colombano (23 nov.) per il grande monastero di Luxeuil che sorgeva nella zona. Come era consueto, per quel gruppo di monasteri, Idulfo pose l'accento sull'importanza del lavoro manuale per i monaci e si diceva che anche lui svolgesse sempre il suo compito ogni giorno, nonostante l'età avanzata. Morì 1'11 luglio, probabilmente nel 707; le spoglie furono trasferite un certo numero di volte e, dal 1854, sono venerate in una cappella laterale del monastero Moyentnofitier.
Questa fondazione fu importante per tutto il Medio Evo, e nel xvi secolo il patronato di Idulfo fu associato a Saint-Vanne, dando vita a una congregazione approvata da papa Clemente VII, da cui nacque la celebre Congregazione di San Mauro.
MARTIROLOGIO ROMANO. Nel monastero di Moyenmoutier sui monti Vosgi, in Francia, sant’Idolfo, che, vescovo di Treviri, si ritirò a vita solitaria, ma, sopraggiunti numerosi discepoli, fondò un cenobio e lo governò.
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