San Potito

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San Potito
Nome: San Potito
Titolo: Adolescente martire
Nascita: II secolo, Sofia, Bulgaria
Morte: II secolo, Tricarico
Ricorrenza: 14 gennaio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


Fu uno dei primi martiri della cristianità, il cui martirio avvenne sotto gli imperatori Antonini tra il 160 e il 180 d.C.. Giovane patrizio romano figlio tredicenne di un ricco pagano, professò la fede cristiana nonostante il padre fosse contrario.

Compì diversi prodigi: guarì dalla lebbra una matrona e liberò dal demonio la figlia dell'imperatore Antonino. Ciò non lo salvò dalla persecuzione e, dopo aver superato varie torture, venne decapitato. Le testimonianze sul culto di San Potito attestano chiaramente che il centro della sua irradiazione è stato la Puglia, proprio là dove avvenne il suo martirio. Dalla Puglia il culto si diffuse a in Campania, in Emilia Romagna, in Basilicata e altre parti d’Italia. All'inizio dell'era cristiana, Ausculum, trovandosi in prossimità della rete stradale romana della Daunia, che l'imperatore Traiano aveva sistemato, ed avendo nel suo territorio parecchi nuclei israelitici, ebbe modo di accogliere ben presto il Cristianesimo. Infatti il cristiano Potito era stato decapitato sul fiume Calaggio - Carapelle, ove fu seppellito e venerato come santo dalla piccola comunità cristiana locale. Così Potito nel II secolo d.C. divenne il primo santo storicamente attestato e venerato nella Daunia.

Per intercessione del Santo Patrono gli Ascolani non piansero vittime, pur tra ingenti danni materiali, nei catastrofici terremoti del 14 agosto 1851, del 6 dicembre 1857 e durante l'epidemia di colera del 1886.

L'intera popolazione Ascolana sfuggì, durante la seconda guerra mondiale, ad una sanguinosa incursione tedesca grazie a S. Potito che, prodigiosamente, fece apparire sui tetti delle case migliaia di soldati armati dalla cui visione i tedeschi in ritirata furono dissuasi dall'attaccare la città.

Tutti i giovani soldati, che combatterono nella guerra d'Africa e nei due conflitti mondiali, i quali avevano portato con sé l'immagine del Santo e invocato il suo aiuto, tornarono sani e salvi a casa.

I minatori Ascolani in America, i quali, ascoltando miracolosamente il suono, a loro familiare, della campana della Misericordia, uscirono appena un attimo prima che la loro miniera crollasse. In segno di ringraziamento alla Vergine e S. Potito, che avevano implorato di farli scampare dal pericolo, fecero costruire l'imponente trono ( la pëtàgnë ) sul quale veniva portato in processione il suo simulacro d'argento ( l'imponente trono venne distrutto da un incendio nel 1999).

fonte: ascolisatrianofg.it

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di san Potito, martire, che, dopo aver patito molte sofferenze a Sardica in Dacia, ora Bulgaria, si tramanda che sia infine morto martire trafitto con la spada.

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