Margherita nacque il 1° aprile 1788 a Capriglio, nella provincia di Asti, sesta di dieci figli in una famiglia di contadini.
Crescendo, partecipò da subito ai lavori agricoli; non ebbe istruzione scolastica, ma la sua intensa devozione e la preghiera le donarono quella saggezza "non fatta di libri".
Nel 1812 sposò Francesco Bosco, un amico di famiglia, vedovo con un figlio, Antonio.
Con lui si trasferì ai Becchi, frazione di Castelnuovo Don Bosco.
Nel 1813 nacque il primo figlio, Giuseppe, e nel 1815 nacque Giovanni.
Purtroppo, nel maggio 1817 Francesco morì di polmonite, lasciando Margherita, a 29 anni, sola con la suocera, il figliastro Antonio, e i suoi due bambini — in un periodo segnato da carestia e difficoltà economiche.
Nonostante le ristrettezze, Margherita si dedicò con grande dedizione all’educazione dei suoi figli. Ella combinò fermezza e dolcezza, rigore e fiducia, imponendo una vita sobria e un’educazione cristiana.
Quando Giovanni — da bambino — le confidò un sogno che preannunciava la sua vocazione sacerdotale, fu lei l’unica a interpretarlo come una chiamata di Dio, e lo incoraggiò: "Chissà che tu non debba diventare sacerdote."
Per consentirgli di studiare, ella fece anche scelte difficili: allontanò Giovanni da casa quando l’ostilità del fratellastro Antonio rendeva difficile la convivenza.
Quando Giovanni — ormai sacerdote e impegnato nella sua opera tra i giovani poveri di Torino — si ammalò gravemente nel 1846, Margherita lo seguì a Torino per assisterlo.
Accettò di diventare la figura materna per tutti quei ragazzi abbandonati che affluivano all’“oratorio”: così, la sua casa divenne una seconda famiglia per loro.
Per circa dieci anni Margherita servì come "prima e principale cooperatrice" di don Bosco — senza saperlo, gettando le basi per ciò che sarebbe diventata la famiglia salesiana.
Quando si ammalò di polmonite, i ragazzi dell’oratorio — che la chiamavano «Mamma Margherita» — le restarono accanto. Morì a 68 anni a Torino, il 25 novembre 1856.
Con il tempo la sua figura diventò simbolo di carità, maternità spirituale e dedizione con Cristo al centro: tanti giovani la piansero come una vera madre.
Nel 1995 fu aperto il processo di beatificazione a suo nome.
Il 23 ottobre 2006 fu dichiarata “Venerabile” da Papa Benedetto XVI, riconoscendo la sua vita come esempio di virtù cristiane.