Questa venerata immagine mariana trae il suo nome forse dalla parola pilerio, che secondo alcune interpretazioni può significare “pilastro” o, dal greco puleròs, “custode della porta”, simboleggiando così la Vergine come protettrice e custode della città.
Il culto della Madonna del Pilerio risale al 1576, quando una devastante epidemia di peste colpì Cosenza. Secondo la tradizione cristiana locale, un fedele in preghiera davanti all’icona notò sul volto della Vergine un bubbone simile a quello della malattia. Nei giorni successivi l’epidemia si arrestò, e questo evento prodigioso fu interpretato come un segno di protezione della Vergine. Da allora la Madonna del Pilerio venne proclamata Protettrice della città e oggetto di speciale devozione da parte della popolazione.
L’icona venerata nella Cattedrale di Cosenza è un prezioso dipinto su tavola del XII secolo, che raffigura Maria mentre allatta il Bambino Gesù. Nel corso dei secoli la sacra immagine ha subito vari rimaneggiamenti e restauri, tra cui quello importante degli anni 1976-77, che ne ha riportato alla luce le qualità artistiche e iconografiche.
Oltre alla pestilenza del 1576, la città ha rivissuto altri momenti di calamità nei quali i cosentini hanno invocato l’intercessione della Madonna del Pilerio, come durante forti terremoti e i tragici bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
La festa patronale si celebra il 12 febbraio con una serie di cerimonie liturgiche solenni, processioni e momenti di preghiera che coinvolgono l’intera comunità. È tradizione che l’antica icona venga portata in processione tra i fedeli, accompagnata da celebrazioni eucaristiche, preghiere e l’offerta del cero votivo.
In occasione di questa ricorrenza la città di Cosenza si illumina e si anima di fede popolare: oltre alle celebrazioni religiose, le strade del centro storico si popolano di fedeli e visitatori, mentre vengono organizzati momenti di festa e mercati tradizionali.
La festa della Madonna del Pilerio rappresenta per Cosenza un momento di profonda devozione, memoria storica e identità comunitaria: ogni anno, il 12 febbraio, la città rinnova la propria affidamento alla Vergine, in ringraziamento per la protezione ricevuta nei secoli e come invocazione di speranza e consolazione nei tempi presenti.