Beata Osanna Andreasi da Mantova

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Beata Osanna Andreasi da Mantova
Nome: Beata Osanna Andreasi da Mantova
Titolo: Vergine domenicana
Nome di battesimo: Osanna Andreasi
Nascita: 17 gennaio 1449, Carbonarola, Mantova
Morte: 18 giugno 1505, Mantova
Ricorrenza: 18 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
24 novembre 1694, Roma, papa Innocenzo XII
Fa parte di: Santi della Lombardia


Osanna, figlia del nobile Nicola Andreasi e di Agnese Gonzaga, imparentata con la famiglia ducale che regnava a Mantova, la maggiore in una famiglia numerosa, per tutta la vita continuò a prendersi cura dei familiari. All'età di cinque anni visse un'esperienza religiosa che le fece capire che «la vita e la morte consistono nell'amare Dio», e decise di sottomettere tutta la sua vita a Dio, facendo giorno per giorno quello che le chiedeva.

Trascorreva lunghe ore in preghiera e penitenza; spesso cadeva in uno stato di estasi che induceva i suoi genitori a pensare che soffrisse di epilessia: non rientrava nella loro mentalità supporre qualcosa di miracoloso. Osanna chiese di poter imparare a leggere e scrivere, ma il padre oppose un rifiuto dicendo che lo studio era pericoloso per le donne (che avesse poi acquisito una cultura lo si deve al fatto che fu istruita dai fratelli). A quattordici anni chiese al padre il permesso di far parte del Terz'ordine domenicano, ricevendo un nuovo rifiuto perché il genitore voleva per lei il matrimonio. Le permise di indossare l'abito religioso per un certo tempo, come ringraziamento per essere guarita da una grave malattia, ma si adirò molto quando la figlia gli annunciò che si era impegnata per tutta la vita. Forse a causa dell'opposizione paterna e delle responsabilità familiari, di cui dovette farsi carico dopo la morte dei genitori, Osanna non fece la professione da terziaria per altri trentasette anni, rimanendo novizia e occupando sempre il ruolo più basso nelle riunioni dei terziari. Continuò a vivere nel palazzo Andreasi prendendosi cura dei fratelli e dei famigliari. Visse la sua devozione privatamente in spirito di grande raccoglimento e umiltà.

A diciotto anni le apparve la Vergine Maria che la fece sposa di Cristo e il Cristo stesso le metteva al dito un anello che, ella disse, aveva sempre la sensazione di portare, benché fosse invisibile agli altri. Tra íl 1476 e il 1484 ebbe una serie di esperienze mistiche nelle quali condivise le sofferenze patite dal Cristo durante la passione; ebbe anche ripetute visioni di Gesù Bambino crocifisso. In un'altra occasione le apparve il paradiso, esperienza così sublime e insondabile da non poter essere descritta con le parole. Le compagne terziarie pensavano che fosse una mistificatrice, oppure che fosse posseduta dal demonio, e per un certo periodo le fecero subire varie vessazioni. Essa in verità cercava di nascondere agli altri le sue esperienze religiose, ma le estasi la sorprendevano senza preavviso e spesso in momenti inopportuni, ad esempio in giardino o fuori casa, sotto la pioggia.

Il duca Federico di Mantova la teneva in alta stima: partendo una volta per una campagna militare in Toscana le chiese se poteva acdire, in sua assenza, alla duchessa e ai loro sei figli. Continuò a vivere nel palazzo di famiglia prendendosi cura dei suoi famigliari ma anche trascorrendo molto tempo nel palazzo ducale, dove si comportava da viceduca piuttosto che da semplice governante o bambinaia, prendendo molte decisioni sagge, nonostante la sua giovane età e l'inesperienza, con una fede semplice in Dio. Al suo ritorno il duca continuò a consultarla spesso e quando ella, per obbedienza ai superiori domenicani, dovette recarsi a Milano le scrisse implorandole di tornare. L'intera famiglia ducale guardava a lei come l'amica e la consigliera più fidata, e anche Francesco II, succeduto al padre, e la moglie Isabella d'Este seguirono questa linea. Osanna visse nel silenzio, non chiedendo nulla per sé, intercedendo invece per persone che erano nel bisogno: prigionieri o vittime d'ingiustizie. Accoglieva mendicanti e durante una carestia distribuì pane per le strade; molte persone si rivolgevano a lei per avere consigli o aiuto; non si negava mai a nessuno. Il suo epistolario, pervenutoci, ci descrive la sua vita (che aveva la medesima struttura di quella di una religiosa); le sue preghiere e penitenze; i suoi timori per il mondo al di fuori del suo ristretto circolo di conoscenze. Era sgomenta per la corruzione della Chiesa e questo può spiegare la sua riluttanza a un coinvolgimento più manifesto nelle sue istituzioni. Pregò con slancio per la salvezza di ogni uomo e delle nazioni: a quel tempo l'Italia era travagliata da turbolenze politiche e fermenti religiosi, il papato era precipitato nel discredito totale. Sappiamo, attraverso il suo discepolo Girolamo di Monte Oliveto, che aveva letto Il Trionfo della Croce del Savonarola, rubando tempo al sonno, e il suo giudizio sulla Chiesa e la società del tempo non si discostava da quello del frate domenicano.

Disse a Girolamo che in tre occasioni aveva pregato per il papa Alessandro VI (Alessandro Borgia): nelle prime due occasioni Dio sembrò disposto a usare misericordia al pontefice, ma la terza volta non ottenne risposta; allora chiese aiuto alla Vergine Maria e a tutti gli apostoli «pregando tutti loro che ottenessero per lui misericordia. Ahimè, povera peccatrice! Dio rimase immobile, il volto mostrava la sua ira e non diede alcuna risposta a chiunque lo supplicava: né alla Madonna, né agli apostoli, né alla mia anima!». Finalmente nel 1501 Osanna fece la professione solenne come terziaria domenicana, morendo quattro anni dopo, assistita dal duca Francesco e dalla duchessa. Le fu tributato un funerale solenne e la famiglia Andreasi, per riconoscenza ai servizi da lei resi alla casa ducale, fu esentata per vent'anni da tutte le tasse.

Le numerose esperienze sovrannaturali di cui godette il privilegio la fanno sentire vincolata a una vita di continua e diretta relazione con Dio piuttosto esterna alle strutture ecclesiastiche. Se la sua esperienza spirituale ha bisogno di convalide queste si possono trovare nella sua vita spesa a servizio degli altri.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Mantova, beata Osanna Andreasi, vergine, che, vestito l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, unì con mirabile sapienza la contemplazione delle cose divine con le occupazioni terrene e la cura delle buone opere.

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