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San Renato di Angers

San Renato di Angers
Nome: San Renato di Angers
Titolo: Vescovo
Ricorrenza: 12 novembre




Così come la conosciamo oggi, la figura di San Renato è il risultato, per usare un termine attualissimo, di una cooperazione internazionale. t formata infatti da due leggende, una fiorita in Francia, l'altra in Italia, a Sorrento.

Anche Sorrento, affacciata da una terrazza di aranceti sul mare delle Sirene, vanta una remotissima tradizione cristiana. Si dice che la fede vi sia stata portata addirittura da San Pietro; ed è certo che la sua Diocesi, anzi Arcidiocesi, ha una storia molto antica. Per quanto il nome dei Vescovi dei primi secoli si sia perduto, sembra che fra questi ci sia stato anche San Renato.

Vicino a Sorrento, si mostrava la grotta dove egli aveva vissuto come eremita, e alla sua intercessione erano attribuiti molti miracoli. La sua immagine, poi, era apparsa, nel IX secolo, in una visione di Sant'Antonino Abate, il Patrono di Sorrento. Egli lo descrisse come un vecchio venerando, con la testa tutta calva e una gran barba che incorniciava il volto rugoso.

In Francia, invece, nella città di Angers, si raccontava una colorita leggenda attribuita a San Maurillo, Vescovo del V secolo. Un giorno una donna lo supplicò di recarsi a battezzare il suo bambino, gravemente malato. Il Vescovo doveva terminare una funzione, e si attardò in chiesa. Quando giunse alla casa della donna, il bambino era già spirato. San Maurillo si sentì perciò responsabile della mancata salvezza di quell'anima, e decise di espiare severamente. Lasciò Angers, fuggì in segreto, s'imbarcò su una nave. E quando fu in mezzo al mare, gettò alle onde le chiavi del tesoro della cattedrale e delle reliquie dei Martiri custodite nella chiesa.

Giunge in Inghilterra, e si impiega come giardiniere nei giardini del Re. Ma i suoi fedeli lo cercano per mare e per terra. Proprio in mare, nel fegato di un grosso pesce, essi trovano prodigiosamente le chiavi gettate dal Vescovo.

Seguendo quella traccia, lo ricercano in Inghilterra, e infatti poco dopo il Vescovo giardiniere viene riconosciuto. Davanti al volere della Provvidenza, San Maurillo china il capo. Ritorna ad Angers, e appena giunto si reca al cimitero, si inginocchia sulla tomba del bambino morto senza Battesimo, e prega. Prega a lungo, finché le zolle si rompono, la fossa si apre, e ne esce sorridente il bambino, fresco come l'erba cresciuta sulla sua tomba.

Questo bimbo miracolosamente resuscitato, sarà anch'egli destinato alla santità. Vivrà accanto al suo benefattore, e gli succederà sulla cattedra episcopale della città. Egli è San Renato, in francese René, cioè «nato di nuovo ».

Si sa come la città di Angers abbia dato il nome a una delle più potenti dinastie francesi, quella degli Angioini, che occuparono i troni di Francia, d'Inghilterra e di Napoli. Nel 1262, Carlo d'Angiò, fratello di San Luigi Re di Francia, viene chiamato in Italia per cacciare gli Imperatori tedeschi. Egli conquista il Reame di Napoli, battendo e mandando a morte gli ultimi giovanissimi discendenti della casa Sveva: Manfredi e l'infelice Corradino.

Nell'Italia meridionale, gli Angioini rimarranno quasi due secoli, mescolandosi con la popolazione, fondendosi con i sudditi. E a Sorrento, gli Angioini venuti dalla Francia trovarono nella devozione un nome familiare, quello di San Renato, mentre i napoletani seppero l'antica leggenda del Santo di Angers. Accadde allora che dei due Santi di paesi lontani, se ne fece uno solo, con i tratti compositi, festeggiato di comune accordo il 12 novembre. Il Vescovo della pittoresca leggenda francese sarebbe così giunto, da vecchio, anche a Sorrento, vivendo come eremita nelle grotte, finché il popolo lo elesse pastore anche del gregge sorrentino.

Perciò, la figura di San Renato è frutto di una collaborazione tra due popoli diversi e anche ostili, ma con un medesimo fondamento di civiltà. La sua popolarità, legata alle sorti di una dominazione, giunse al massimo quando si chiamò col suo nome il buon Renato, ultimo Re angioino di Napoli.

Nato due volte nella leggenda e nella storia della pietà, San Renato sembra insegnare che, oltre alla truce vicenda delle guerre e delle conquiste, resta nell'anima dei popoli il comune sentimento della Fede, e solo su questa base è possibile l'unione, la pace, anche l'affratellamento, tra paesi diversi e tra genti straniere.
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