Beato Diego Carvalho

Beato Diego Carvalho
Nome: Beato Diego Carvalho
Titolo: Gesuita, martire
Nome di battesimo: Diego Carvalho
Nascita: 1578 circa, Coimbra, Portogallo
Morte: 22 febbraio 1624, Sendai, Giappone
Ricorrenza: 22 febbraio
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione
Beatificazione:
7 maggio 1867, Roma, papa Pio IX


Nacque a Coimbra nel Portogallo. Entrò nei gesuiti nel 1594 e nel 1600 fu inviato in India, dove fu ordinato sacerdote. Nel 1609 si trasferì in Giappone e lì lavorò instancabilmente intorno a Kyoto, o Miyako come si chiamava allora, fino al 1614, quando scoppiò la terribile persecuzione. Non si sa con certezza se padre Diego sia stato deportato o se si sia ritirato per ordine dei superiori, ma sta di fatto che, alla fine di quell'anno, lasciò Macao con padre Buzomi per iniziare una missione in Conchinchina. Ma nel 1617 tornò in Giappone e trascorse il resto della sua vita in condizioni precarie, nei distretti più boreali dell'isola centrale. In almeno due occasioni raggiunse Yezo (ora chiamato Hokaido) e fu il primo prete cristiano a officiare lì la messa.

La persecuzione scoppiò nell'inverno dal 1623 al 1624. Padre Diego e altri cristiani fuggitivi, nascosti in una valle sperduta tra le colline, furono scoperti dalle impronte lasciate sulla neve. C'è un racconto terribile della brutalità con cui questi uomini furono trattati dopo la loro cattura. Nonostante fosse scoppiata una tempesta di neve e il freddo fosse molto intenso, i loro vestiti furono spogliati finché non furono lasciati seminudi, in attesa per ore all'aperto. Furono riuniti legandoli con una corda e furono portati giù per camminare a piedi per diversi giorni fino a Sendai. Due cristiani del gruppo, incapaci di proseguire, furono decapitati sul posto e i soldati della scorta testarono il filo delle loro spade facendo a pezzi i cadaveri nudi. Quando raggiunsero Sendai, il freddo era estremamente intenso. Il 18 febbraio, padre Diego e circa nove giapponesi furono spogliati degli scarsi vestiti che ancora li coprivano e le loro mani furono legate da dietro a pali conficcati in buche piene di acqua gelida. Il tormento consisteva nel costringere i martiri a sedersi nell'acqua e rialzarsi in modo che il ghiaccio si formasse sulla loro carne. Dopo tre ore di questo calvario, furono tirati fuori dai buchi e invitati a negare la loro religione. Dopo la prima tappa, due dei martiri, impossibilitati a muoversi, morirono a terra, dove erano caduti in agonia. Padre Diego, forse perché durante la giornata gli erano state fatte alcune considerazioni, mostrò una resistenza maggiore degli altri. Dopo quel primo test, si accovacciò alla maniera giapponese e si concentrò sulla preghiera. Durante i quattro giorni successivi furono fatti nuovi tentativi per convincere i martiri a rinunciare al cristianesimo, ma senza successo.

Il 22 febbraio il tormento riprese. Per tutta la mattinata rimasero nelle pozzanghere, pregando più in alto che potevano, incoraggiati dal sacerdote, che non smise di confortarli con le sue parole. Nel corso del pomeriggio sette cadaveri furono appesi ai pali e, quando il sole tramontò, solo padre Diego era ancora vivo e secondo la testimonianza di alcuni fedeli che osarono venire a contemplare l'orribile scena, morì a mezzanotte. La mattina successiva, i corpi delle vittime furono fatti a pezzi e gettati nel fiume, ma le teste di padre Diego e quelle di altri quattro martiri furono recuperate e conservate come reliquie. Fu beatificato il 7 maggio 1867 da Pio IX.

MARTIROLOGIO ROMANO. Nella città di Sendái in Giappone, beato Diego Carvalho, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che, dopo gli oltraggi, il carcere e i faticosi viaggi compiuti in pieno inverno, sottoposto infine al supplizio dell’acqua ghiacciata, con intrepida fede confessò Cristo insieme a molti compagni.

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